Libro
Artis Auriferae
Artis Auriferae — Antologia Alchemica Fondamentale
Titolo completo: Artis Auriferae quam Chemiam vocant (L’Arte Aurifera che chiamano Chimica)
Edizione: Basel: Conrad Waldkirch, 1572 (prima edizione); seconda ed. ampliata 1593; terza ed. 1610
Tipo: Antologia di testi alchemici
Macro-tema: Alchimia Medievale, Alchimia I testi della tradizione occidentale, Tradizioni Hermetiche
Grado: Maestro
File originale: Artis Auriferae.pdf
Sintesi Generale
L’Artis Auriferae quam Chemiam vocant (1572) è una delle più importanti antologie alchemiche del XVI secolo — e una delle fonti principali attraverso cui C.G. Jung ha studiato l’alchimia medievale per il suo Psychologie und Alchemie (1944). Pubblicata a Basilea — il centro europeo dell’editoria eterodossa del Cinquecento (la stessa città che pubblicava Paracelso, l’Arbatel, il De Occulta Philosophia di Agrippa) — l’antologia raccoglie in due volumi i principali testi della tradizione alchemica latina medievale: la Tabula Smaragdina con il commento di Hortulanus, il Rosarius Philosophorum (attribuito ad Arnaldo da Villanova), l’Aurora Consurgens (attribuita a Tommaso d’Aquino), il Consilium Coniugii (trattato sul matrimonio alchemico), il De Alchemia di Jabir ibn Hayyan/Geber, il Tractatus Chymicus di Arnaldo, e numerosi altri testi minori. L’importanza storica dell’Artis Auriferae è duplice: da un lato, ha reso accessibili nel Cinquecento-Seicento testi che circolavano solo in manoscritto, contribuendo alla diffusione del pensiero alchemico tra i dotti europei; dall’altro, ha creato un «canone» della tradizione alchemica latina — una selezione di testi considerati autorevoli dalla tradizione che continua ad influenzare gli studi alchemici moderni.
🔑 Concetti Fondamentali
La Tabula Smaragdina e il Suo Commento
La Tabula Smaragdina (Tavola di Smeraldo) è il testo alchemico fondamentale per eccellenza: 13 brevi versetti in latino attribuiti ad Ermete Trismegisto che contengono la sintesi della cosmologia ermetico-alchemica. Il testo è di origine araba (la versione araba più antica è nel Sirr al-Khaliqa — Il Segreto della Creazione — di Pseudo-Apollonio di Tiana, VIII-IX sec. d.C.; la versione latina è nel Liber de Compositione Alchemiae attribuito a Roberto di Chester, 1144) ma è presentato nella tradizione medievale come inciso su una tavola di smeraldo trovata nella tomba di Ermete — un’origine mitica che ne garantiva l’autorità suprema. L’Artis Auriferae include la Tabula con il commento di Hortulanus (XIV sec.) — il commentario medievale standard. I versetti più importanti sono: «Quod est inferius est sicut quod est superius, et quod est superius est sicut quod est inferius» (Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso — il principio dell’analogia cosmica); «Omnes res fuerunt ab una re per adaptationem» (Tutte le cose derivano da una cosa sola per adattazione — il monismo alchemico); «Pater eius est sol, mater eius luna» (Il suo padre è il sole, la sua madre la luna — la polarità solare-lunare dell’opus magnum); «Separabis terram ab igne, subtile a spisso» (Separazione del sottile dal denso — operazione alchemica fondamentale). La formula finale — «Et sic mundus creatus est» (E così il mondo fu creato) — identifica l’Opus alchemico con la ri-creazione del cosmo: il praticante ripete l’atto creativo divino in miniatura nel suo laboratorio.
I Testi Principali Dell’Antologia
Oltre alla Tabula Smaragdina, i testi più importanti inclusi nell’Artis Auriferae sono: (1) Rosarius Philosophorum (attribuito ad Arnaldo da Villanova): la più sistematica esposizione medievale della teoria sulfuro-mercuriale e del matrimonio alchemico del Re e della Regina (vedi scheda separata); (2) Aurora Consurgens (attribuita a Tommaso d’Aquino): un magnifico testo mistico-alchemico che usa il linguaggio del Cantico dei Cantici biblico per descrivere le fasi dell’Opus Magnum — Jung lo ha analizzato dettagliatamente in Mysterium Coniunctionis (1955) e Marie-Louise von Franz ne ha curato l’edizione critica (Aurora Consurgens, Zurich: Rascher, 1957); (3) De Alchemia di Geber (attribuito a Jabir ibn Hayyan, VIII sec. — ma probabilmente uno pseudo-Geber latino, XIV sec.): il manuale di chimica pratica più influente del medioevo, che distingue meticolosamente i metalli, i solventi, i processi (calcinazione, soluzione, distillazione, fusione); (4) Consilium Coniugii (De Massa Solis et Lunae): un trattato sul «matrimonio» alchemico del Sole e della Luna, con notevole elaborazione simbolica della coniunctio oppositorum; (5) Scala Philosophorum: un testo a struttura dialogica in cui un maestro istruisce il discepolo sulle fasi progressive dell’Opera, dalla separazione alla coagulazione.
La Simbologia Del Matrimonio Alchemico
Il tema che percorre trasversalmente quasi tutti i testi dell’Artis Auriferae è il matrimonio alchemico (matrimonium chymicum, coniunctio): l’unione dei due principi opposti (Sole/Luna, Zolfo/Mercurio, Re/Regina, Fisso/Volatile, Fuoco/Acqua) in un terzo essere che supera entrambi — il lapis philosophorum, l’Androgino, il Rebis. Questa struttura simbolica — «due che diventano uno» — ha una profondità teologica straordinaria: è la stessa struttura dell’unione mistica (unio mystica) della teologia cristiana (l’anima-sposa con il Cristo-sposo, come nel Commento al Cantico dei Cantici di Origene, Gregorio di Nissa, Bernardo di Chiaravalle), della struttura logica della coincidentia oppositorum di Nicola da Cusa (De Docta Ignorantia, 1440: Dio come coincidenza di tutti gli opposti), dell’integrazione psicologica junghiana (la coniunctio degli opposti psichici conscio/inconscio come meta dell’individuazione). L’Artis Auriferae è il serbatoio testuale da cui Jung ha estratto la maggior parte del materiale simbolico per i capitoli centrali di Psychologie und Alchemie (1944) e Mysterium Coniunctionis (1955-56).
Il Canone Alchemico e la Sua Costruzione
La selezione dei testi nell’Artis Auriferae non è neutra ma costruisce una tradizione — una «catena aurea» (catena aurea) di autori che si citano vicendevolmente e si legittimano reciprocamente. Il primo anello della catena è Ermete Trismegisto (la Tabula Smaragdina); poi vengono i «filosofi arabi» (Jabir/Geber, Albumasar, Avicenna, Al-Razi); poi i maestri latini medievali (Arnaldo da Villanova, Tommaso d’Aquino, Raimondo Lullo, Alberto Magno). Questa costruzione di un canone è una strategia di legittimazione: il praticante dell’alchimia nel XVI sec. non era un inventore individuale ma un continuatore di una tradizione millenaria che risaliva ad Ermete stesso (e quindi a Mosè, secondo alcune tradizioni — Hermès/Mosè come precettore di Platone era una vulgata comune nel Rinascimento). La costruzione del canone alchemico nell’Artis Auriferae è strutturalmente identica alla costruzione del canone massonico in Anderson (Costituzioni, 1723): una successione di grandi maestri inizia da Adamo/Ermete/Salomone e giunge fino al praticante contemporaneo, garantendo la continuità della trasmissione.
🏛️ Rilevanza Massonica e Iniziatica
L’Artis Auriferae è uno dei testi di riferimento dell’esoterismo rinascimentale e barocco che ha contribuito a formare il clima intellettuale in cui la Massoneria speculativa emerge nel XVII-XVIII sec. Albert Pike (Morals and Dogma, 1871, cap. XXVIII) cita esplicitamente la Tabula Smaragdina e il Rosarius Philosophorum nell’analisi del simbolismo del Principe di Rosa-Croce (18° grado). La struttura del canone alchemico — una catena di trasmissione da Ermete a Arnaldo a Paracelso — è il modello della «catena iniziatica» massonica che giustifica la continuità storica dell’Ordine. I simboli alchemici principali presenti nell’Artis (il sole e la luna, la coniunctio, la pietra angolare) sono direttamente presenti nel simbolismo dei gradi massonici superiori.
📜 Tradizione Testuale
Edizioni dell’Artis Auriferae: Prima edizione (Basel: Conrad Waldkirch, 1572, 1 vol.); Seconda edizione (Basel: Conrad Waldkirch, 1593, 2 voll.) — la più diffusa, che include il Rosarius Philosophorum e il De Alchemia Geber; Terza edizione (Basel: Conrad Waldkirch, 1610, 2 voll.). Studi critici: C.G. Jung, Psychologie und Alchemie (Zurich: Rascher, 1944; GW 12) — usa estensivamente l’Artis Auriferae; Marie-Louise von Franz, Alchemical Active Imagination (Spring Publications, 1979); Barbara Obrist, Les Débuts de l’Imagerie Alchimique (Paris: Le Sycomore, 1982); Lawrence Principe, The Secrets of Alchemy (Chicago: University of Chicago Press, 2013) — la storia critica dell’alchimia che rivaluta la dimensione chimica rispetto a quella puramente simbolica.
🖨️ Storia editoriale: tre edizioni, due secoli di diffusione
L’Artis Auriferae quam Chemiam vocant ha avuto tre edizioni principali, ciascuna delle quali ha aggiunto testi rispetto alla precedente:
Prima edizione, Basilea 1572 (presso Pietro Perna, libraio-editore lucchese in esilio religioso a Basilea, e suo socio Conrad Waldkirch). 2 volumi in 8°. Il curatore, anonimo nelle prime tirature, è verosimilmente identificabile in Theobaldus Hogelande o in Adam von Bodenstein (medico paracelsiano, 1528–1577, figlio del riformatore Karlstadt) — il dibattito filologico è aperto. Volume I: opere ascritte a Geber, Hortulanus, Arnaldo, Lullo, Roger Bacon. Volume II: Rosarium Philosophorum (forse l’edizione più importante della raccolta, riproduzione della “vulgata” di Francoforte 1550 di Cyriacus Jacobus), Turba Philosophorum (uno dei testi alchemici medievali fondamentali, traduzione latina di antico originale arabo Muṣḥaf al-Jamā’a).
Seconda edizione, Basilea 1593 (Conrad Waldkirch). 3 volumi in 8°. Ampliata con l’Aurora Consurgens (attribuita a Tommaso d’Aquino, in realtà di anonimo trecentesco), il Consilium Coniugii, ulteriori opuscoli arnaldiani, e materiali di Bernardo Trevisano.
Terza edizione, Basilea 1610 (Conrad Waldkirch). Pressoché identica alla seconda; alcune cure ortografiche.
Negli ultimi decenni del XVI secolo l’antologia funge da vade-mecum dell’adepto colto e — fatto storico cruciale — viene letta e annotata da Heinrich Khunrath, Michael Maier, Robert Fludd, Johann Daniel Mylius, fino a entrare nella biblioteca personale di Isaac Newton (esemplare conservato al King’s College Cambridge, segnatura Keynes MS 137, con annotazioni autografe newtoniane).
Edizioni moderne: non esiste un’edizione critica completa dell’Artis Auriferae. Per i testi singoli si veda l’apparato critico di ciascuno (es. Rosarium Philosophorum in edizione critica curata da Joachim Telle, Rosarium philosophorum. Ein alchemisches Florilegium des Spätmittelalters, 2 voll., Weinheim 1992).
📖 I testi principali della raccolta: brevi schede
Geber (pseudo-) — Summa perfectionis magisterii e altri. È una delle opere alchemiche più importanti del Medioevo. Attribuita a Jābir ibn Hayyān (Geber arabo, c. 721–815), è in realtà composta nel XIII secolo da un autore latino — identificato dagli studi recenti di William R. Newman con Paolo di Taranto (Paulus de Tarento), francescano italiano di metà Duecento. Studio fondamentale: William R. Newman, The “Summa perfectionis” of Pseudo-Geber. A Critical Edition, Translation and Study (Brill, Leiden 1991). Il “Geber latino” presenta un’alchimia razionalizzata aristotelica: la materia è composta di particelle (corpuscoli) di mercurio e zolfo combinate in proporzioni diverse — proto-corpuscolarismo che anticipa la chimica del Seicento.
Hortulanus — Commentarium in Tabulam Smaragdinam (XII–XIII sec.). Il più antico commentario latino noto alla Tavola di Smeraldo. Hortulanus (di cui nulla sappiamo biograficamente) è il primo a leggere i tredici versetti come descrizione operativa dell’Opus Magnum. Edizione critica: Robert Steele, Practica magistri Ortolani super Tabulam Smaragdinam Hermetis Trismegisti, in Chemical News 1937–1939.
Arnaldo da Villanova (pseudo-) — Rosarius Philosophorum; Tractatus parabolicus; Speculum alchimiae. Vero Arnaldo (medico catalano, c. 1240–1311) è stato uno dei più grandi medici scolastici, autore di opere mediche autentiche. Le opere alchemiche a lui attribuite sono postume e apocrife (XIV sec.). Studio: Antoine Calvet, Les œuvres alchimiques attribuées à Arnaud de Villeneuve (SÉHA, Milano 2011).
Ramon Llull (pseudo-) — Testamentum; Codicillus; Liber de quinta essentia. Vero Lullo (c. 1232–1316, missionario maiorchino) era contrario all’alchimia (la rifiutava esplicitamente nel Liber contemplationis). Il corpus alchemico ramonllulliano è interamente postumo e apocrifo (XIV sec.), opera principalmente di un anonimo identificato con un religioso catalano o ligure. Studio: Michela Pereira, L’oro dei filosofi. Saggio sulle idee di un alchimista del Trecento (CISAM, Spoleto 1992) — il riferimento internazionale sul corpus pseudo-llulliano.
Tommaso d’Aquino (pseudo-) — Aurora Consurgens. Attribuita al Doctor Angelicus (1225–1274), è in realtà di anonimo del XIV secolo. Testo affascinante: meditazione mistico-alchemica sulla Sapienza biblica, con citazioni della Vulgata Sapienziale e dei Cantici riprese alchemicamente. Edizione critica: Marie-Louise von Franz, Aurora Consurgens. A Document Attributed to Thomas Aquinas on the Problem of Opposites in Alchemy (Bollingen, Princeton 1966; trad. it. Aurora consurgens. Il volume complementare al Mysterium coniunctionis di C.G. Jung, Bollati Boringhieri, Torino 1997). Esiste anche un’Aurora Consurgens II (più tarda), normalmente non compresa nell’Artis Auriferae.
Rosarium Philosophorum — anonimo, prima ed. Frankfurt 1550 (Cyriacus Jacobus). 20 incisioni allegoriche che hanno avuto influenza enorme su Jung, Adam McLean, e tutta la tradizione moderna. Le 20 incisioni rappresentano fasi dell’opus: la fonte di Mercurio, l’incontro del Re e della Regina, lo hieros gamos, la nigredo, la putrefazione, l’estrazione dell’anima, la resurrezione, l’ascensione, la fissazione finale. Studio: Joachim Telle, Rosarium philosophorum (Weinheim 1992); Stanton Linden, Darke Hierogliphicks (University Press of Kentucky 1996).
Turba Philosophorum — il testo medievale più antico del corpus latino (XII sec.), traduzione latina dal precedente Muṣḥaf al-Jamā’a arabo (X sec.). In forma di simposio fra antichi filosofi greci (Pythagoras, Anaximander, Empedokles, ecc., chiamati con nomi storpiati: Pythagoras = “Pizizinos”) sulla natura della materia. Studio: Julius Ruska, Turba Philosophorum. Ein Beitrag zur Geschichte der Alchemie (Springer, Berlin 1931); Martin Plessner, Vorsokratische Philosophie und griechische Alchemie (Steiner, Wiesbaden 1975).
Consilium Coniugii — anonimo, trattato sul “matrimonio alchemico” (XIV–XV sec.). Sviluppo del tema dello hieros gamos fra Re e Regina alchemici, fra sole e luna, fra zolfo e mercurio. Influisce su tutta la successiva iconografia alchemica.
🧠 L’Artis Auriferae e Jung: l’opera fondante della psicologia analitica dell’alchimia
L’Artis Auriferae è stata la principale fonte testuale di Carl Gustav Jung per i suoi studi alchemici. Jung possedeva l’edizione 1593 (oggi conservata presso la Fondation Jung di Küsnacht). Le citazioni di Jung in:
- Psicologia e alchimia (Gesammelte Werke 12, 1944), particolarmente la sezione III (“Le idee della redenzione nell’alchimia”);
- Studi sull’alchimia (GW 13, raccolta postuma);
- Mysterium Coniunctionis (GW 14, 1955–1956) — analisi sistematica del Rosarium Philosophorum in 20 capitoli, ognuno commenta un’incisione del Rosarium.
In particolare il Mysterium Coniunctionis — l’opera maggiore di Jung sulla psicologia dell’alchimia, oltre 750 pp. — è interamente costruito attorno alle 20 incisioni del Rosarium Philosophorum contenuto nell’Artis Auriferae. Per Jung, le 20 fasi sono lo psicodramma archetipico dell’individuazione: la coniugazione di Sole e Luna (conscio/inconscio), la nigredo (incontro con l’Ombra), la sublimazione delle anime, la rubedo (integrazione finale del Sé).
Per la mediazione italiana: Marie-Louise von Franz, Alchimia. Introduzione al simbolismo e alla psicologia (Boringhieri, Torino 1985); Aurora Consurgens (cit.).
🇮🇹 Ricezione italiana
L’Artis Auriferae non ha avuto in Italia traduzioni integrali, ma è stata letta e citata da:
- Cesare della Riviera (XVI sec.), Il magico mondo de gli heroi (Milano 1605).
- Federico Gualdi (XVII sec.), nelle leggendarie sue conversazioni veneziane.
- Raimondo di Sangro principe di Sansevero (XVIII sec.) — la sua biblioteca napoletana, parzialmente dispersa, conteneva almeno una copia dell’edizione 1610.
- L’editoria esoterica italiana contemporanea ha pubblicato traduzioni dei testi singoli: il Rosarium Philosophorum (Mediterranee, Roma 2000), l’Aurora Consurgens (Bollati Boringhieri, 1997, vedi sopra), la Turba Philosophorum (Atanòr 1984).
- Mino Gabriele, nella sua Alchimia. La tradizione in Occidente (Mondadori-Olivetti 1985), ha studiato sistematicamente il rapporto fra l’antologia 1572 e le successive antologie barocche (Manget 1702, Zetzner 1659).
📚 Bibliografia secondaria di riferimento
Studi sull’Artis Auriferae e sul corpus latino medievale - William R. Newman, The “Summa perfectionis” of Pseudo-Geber. A Critical Edition, Translation and Study, Brill, Leiden 1991. - Michela Pereira, L’oro dei filosofi. Saggio sulle idee di un alchimista del Trecento, CISAM, Spoleto 1992. - Michela Pereira, L’alchimia, Mondadori, Milano 2006 — sintesi italiana di riferimento. - Antoine Calvet, Les œuvres alchimiques attribuées à Arnaud de Villeneuve. Grand œuvre, médecine et prophétie, SÉHA, Milano 2011. - Joachim Telle, Rosarium philosophorum. Ein alchemisches Florilegium des Spätmittelalters, 2 voll., VCH, Weinheim 1992. - Stanton J. Linden, Darke Hierogliphicks. Alchemy in English Literature from Chaucer to the Restoration, University Press of Kentucky, Lexington 1996. - Robert Halleux, Les textes alchimiques, Brepols, Turnhout 1979 (Typologie des sources du Moyen Âge occidental, 32).
Studi sull’editoria alchemica barocca - Carlos Gilly, Cimelia Rhodostaurotica. Die Rosenkreuzer im Spiegel der zwischen 1610 und 1660 entstandenen Handschriften und Drucke, In de Pelikaan, Amsterdam 1995. - Joachim Telle, “Alchemie”, in Lexikon des Mittelalters, vol. I, München 1980. - Bruce Moran, Distilling Knowledge. Alchemy, Chemistry, and the Scientific Revolution, Harvard UP, Cambridge (MA) 2005.
Jung e l’Artis Auriferae - C.G. Jung, Psicologia e alchimia (GW 12), Bollati Boringhieri, Torino 1981 (orig. 1944). - C.G. Jung, Mysterium Coniunctionis (GW 14), Bollati Boringhieri, Torino 1990 (orig. 1955–1956). - Marie-Louise von Franz, Aurora Consurgens. Il volume complementare al “Mysterium Coniunctionis”, Bollati Boringhieri, Torino 1997. - Marie-Louise von Franz, Alchimia. Introduzione al simbolismo e alla psicologia, Boringhieri, Torino 1985.
Storiografia accademica contemporanea - Lawrence M. Principe, The Secrets of Alchemy, University of Chicago Press, Chicago 2013 (trad. it. I segreti dell’alchimia, Carocci 2016). - William R. Newman, Promethean Ambitions. Alchemy and the Quest to Perfect Nature, University of Chicago Press, Chicago 2004.
Risorse online - Alchemy Website (levity.com/alchemy) di Adam McLean — scansioni del Rosarium Philosophorum e di altri testi dell’Artis Auriferae. - Rivista Ambix. The Journal of the Society for the History of Alchemy and Chemistry (Taylor & Francis). - Edizione digitale del Rosarium Philosophorum (Frankfurt 1550) presso la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco.
✒️ Citazioni Significative
«Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso — per compiere il miracolo di una sola cosa.» — Tabula Smaragdina, v. 2 (dall’Artis Auriferae)
«Il sole è il padre, la luna la madre, il vento l’ha portato nel suo ventre, la terra è la sua nutrice.» — Tabula Smaragdina, v. 3 (dall’Artis Auriferae)
«Il Re dice: Sono un re coronato, sono chiamato argento vivo […] La Regina dice: Sono una Regina nobiltà, sono chiamata Solfuro vivo […] Insieme siamo la pietra dei filosofi.» — Consilium Coniugii, in Artis Auriferae II (tr. it.)
«Separa il sottile dal denso con grande abilità e industria — il sottile va verso l’alto, il denso verso il basso.» — Tabula Smaragdina, v. 7 (operazione alchemica fondamentale)
📝 Note Personali
Spazio libero per riflessioni
🔗 Vedi Anche
- Alchimia Medievale
- Alchimia I testi della tradizione occidentale
- Tradizioni Hermetiche
- Arnaldo da Villanova - Rosarius Philosophorum
- Aurora Consurgens
- Atalanta Fugiens - Michael Maier
- Alchimia-Marie-Louise von Franz
- Al-Razi - Libro dei Segreti
- Corpus Hermeticum
- Andreae Johann Valentin - Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz
- Indice Generale della Biblioteca
Cross-references: Alchimia Interiore | Alchimia | Carl Gustav Jung | Cornelio Agrippa | Iniziazione e Percorso Interiore | Massoneria Speculativa | Massoneria | Psicologia del Profondo | Trasmissione Iniziatica