Libro
Trattato DI Storia DELLE Religioni
Trattato di Storia delle Religioni
Autore: Mircea Eliade (1907–1986) Anno: 1949 Titolo originale: Traité d’histoire des religions. Morphologie du Sacré Prefazione: Georges Dumézil Editore: Payot, Paris (1949); ed. italiana: Einaudi / Bollati Boringhieri Macro-tema: Morfologia del sacro · Simbolismo cosmico · Fenomenologia della religione Grado: Maestro
Sintesi
Il Trattato di storia delle religioni è l’opera fondamentale di Mircea Eliade — il testo che stabilisce il metodo e il vocabolario con cui il XX secolo ha pensato la religione in chiave comparativa. Pubblicato nel 1949 con prefazione di Georges Dumézil, il libro non è una “storia” nel senso cronologico: è una morfologia — un’analisi delle strutture e forme costanti attraverso cui il sacro si manifesta nell’umanità.
La tesi centrale: il sacro è una categoria irriducibile dell’esperienza umana. Non deriva dalla paura, dall’ignoranza o dall’utilità (come voleva il positivismo). Il sacro è un modo di essere nel mondo, ontologicamente distinto dal profano, che si manifesta attraverso le ierofanie — le rivelazioni del sacro in oggetti, luoghi, esseri e fenomeni cosmici.
L’opera esamina le ierofanie a tutti i livelli cosmici: il Cielo, le Acque, la Terra, le Pietre, la Luna, il Sole, la Vegetazione, l’Agricoltura, i ritmi biologici — costruendo una mappa completa del simbolismo religioso universale dell’umanità.
Il metodo: morfologia del sacro
Eliade non è un teologo né un antropologo nel senso ristretto. Il suo metodo è fenomenologico-strutturale: come lo storico dell’arte analizza le forme ricorrenti nell’arte indipendentemente dal contesto storico, così Eliade analizza le forme ricorrenti del sacro indipendentemente dalla cultura che le produce.
Questo approccio permette di vedere: - Una pietra sacra in Australia, una in India, una nel Medioevo europeo — la stessa struttura simbolica - Il simbolismo delle acque in Mesopotamia, in Grecia, nel Battesimo cristiano — la stessa “grammatica” del sacro - Il simbolismo dell’Albero Cosmico dagli sciamani siberiani agli Yggdrasil nordici all’Albero della Vita cabalistico — la stessa forma.
Critica: L’approccio è stato criticato per essere “ahistorico” — Eliade risponde che le strutture del sacro precedono la storia: sono forme della coscienza umana, non costrutti culturali arbitrari.
I concetti chiave
La Ierofania
Il termine-chiave del libro, inventato da Eliade da hieros (sacro) + phainein (manifestarsi). Una ierofania è qualsiasi oggetto, luogo, essere o fenomeno attraverso cui il sacro si rivela. Il sacro si manifesta attraverso il profano senza smettere di essere profano:
“L’albero sacro non cessa di essere un albero — è sempre un albero. Ma per chi lo vive come ierofania, quell’albero è qualcosa di qualitativamente diverso: è il centro del mondo, l’asse cosmico, il luogo dove il cielo tocca la terra.”
Le ierofanie vanno da quelle più elementari (una pietra, un palo) a quelle supreme (le teofanie — manifestazioni di Dio in forma personale). Ma la struttura è la stessa.
La Kratofania
Manifestazione della potenza del sacro — non solo del divino come tale, ma dell’energia, della forza, del numinoso nel senso di Rudolf Otto. La kratofania è la dimensione del tremendum et fascinans — il sacro che terrorizza e affascina simultaneamente.
La Dialettica del Sacro — Coincidentia Oppositorum
Questo è il contributo filosofico più profondo del libro. Il sacro non è semplicemente il positivo contrapposto al negativo. Il sacro è la coincidenza degli opposti — può manifestarsi attraverso ciò che è immondo, pericoloso, oscuro, mostruoso. Il sacro è al di là delle categorie morali ordinarie.
Esempio: il sangue è nello stesso tempo impuro e sacro; il serpente è nello stesso tempo velenoso/mortale e guaritore/iniziatore; la morte è nello stesso tempo la fine del profano e l’inizio dell’eterno.
La struttura del libro: le ierofanie cosmiche
Il Trattato è organizzato non per culture, ma per livelli cosmici di manifestazione del sacro:
Il Cielo — Il cielo è, in tutte le tradizioni, il luogo per eccellenza del sacro. L’altezza equivale alla trascendenza. Le divinità celesti (Zeus, Varuna, An sumerio) condividono la stessa struttura: potenza sovrana, onniscienza, legge. Ma le divinità celesti tendono a divenire deus otiosus — allontanati dagli affari umani, sostituiti da divinità più vicine e più drammaticamente legate alla vita.
Le Acque — Le acque precedono ogni creazione. In quasi tutte le cosmogonie, il mondo emerge dalle acque del caos primordiale. Le acque simbolizzano contemporaneamente la morte (sommersione, diluvio) e la vita (pioggia, fecondità, purificazione). Il battesimo non è “invenzione cristiana” — è applicazione della struttura universale del simbolismo acquatico: immersione = morte del vecchio sé, emersione = nascita del nuovo.
La Terra — La Terra è la Grande Madre universale. Terra Mater nelle culture indoeuropee, Gaia, Pachamama, Nüwa cinese. La Terra è materia generatrice, grembo e tomba, che dà la vita e la riprende. La pietra e la caverna sono le forme primordiali di questa ierofania.
Le Pietre — Le pietre sono la forma più elementare di ierofania. La betel semitica, le pietre sacre celtiche, il Betilo di Emesa, la Pietra Nera della Kaaba — le pietre sacre non sono idoli ma concentrazioni di potenza cosmica. La pietra è l’eterno, il non-mutante, il fondamento in un mondo di cambiamento. Per la Massoneria, questa struttura simbolica è diretta: la pietra grezza e la pietra cubica riprendono la grammatica del sacro universale.
La Luna — La Luna governa il ritmo cosmico più universalmente percepito: nascita-crescita-plenilunio-decrescenza-morte-rinascita. Questo ciclo è il simbolo per eccellenza della rigenerazione: il tempo circolare, eterno ritorno del simile. La Luna presiede alle acque, alla vegetazione, alla fertilità femminile, ai cicli iniziatici basati sulla morte e resurrezione.
Il Sole — Il Sole è il simbolo della sovranità spirituale, della ragione, della conoscenza. Le divinità solari sono divinità di giustizia, ordine, intelligenza. La distinzione classica Sole/Luna = Yang/Yin, Spirito/Materia, Logos/Eros — è universale. In Massoneria: il Sole e la Luna agli angoli dell’Oriente rappresentano esattamente questa dualità cosmica.
Differenza con Il Sacro e il Profano (1957)
Il Trattato è l’opera maggiore, densa, accademica — un manuale completo della morfologia religiosa. Il Sacro e il Profano (1957) è la versione divulgativa, più concisa e accessibile, centrata su quattro concetti principali: lo spazio sacro, il tempo sacro, la natura sacra e l’homo religiosus. Chi legge solo Il Sacro e il Profano coglie i frutti distillati; chi legge il Trattato entra nell’officina dove quegli strumenti sono stati forgiati.
Rilevanza per la tradizione massonica
Il Trattato è, per chi lavora in Massoneria, uno strumento insostituibile:
Il Tempio massonico è, secondo le categorie di Eliade, uno spazio sacro costruito deliberatamente per essere un’ierofania. Ogni elemento del Tempio — le colonne, l’altare, la disposizione cardinale — replica la struttura cosmica universale che Eliade descrive.
Il simbolismo della pietra (pietra grezza/cubica), dell’acqua (primo grado: le acque del caos da cui emerge l’iniziato), del fuoco (la candela del Venerabile), del cielo (la volta stellata) — sono tutti momenti di ierofania cosmologicamente fondati, non invenzioni arbitrarie dei rituali massonici.
La morte e resurrezione di Hiram Abiff è l’ierofania per eccellenza nel senso di Eliade: la manifestazione del sacro attraverso il ciclo morte-rinascita che governa la Luna, la vegetazione, i misteri di Eleusi, Osiride, Dioniso — e ora il terzo grado massonico.
📜 Storia editoriale del Traité
Il Traité d’histoire des religions. Morphologie du Sacré ha una storia editoriale complessa che merita ricostruzione:
Composizione (1939–1948): Eliade redige il Traité fra 1939 (a Bucarest) e 1948 (a Parigi, dove era arrivato dopo l’esilio europeo del 1945). La prima stesura è in rumeno, intitolata Tratat de Istoria Religiilor (rimasta inedita fino agli anni 1990; ora Tratat de istoria religiilor, ed. Humanitas, București 1992). La versione francese è ampiamente rielaborata.
Prima edizione francese: Traité d’histoire des religions. Morphologie du Sacré, prefazione di Georges Dumézil, Payot, Paris 1949. La prefazione di Dumézil (l’altro grande indoeuropeista del Novecento) è atto di consacrazione accademica: Dumézil, già autoritario all’EPHE, presenta il giovane rumeno (Eliade aveva 42 anni) come “uno dei rari studiosi della sua generazione capaci di ripensare la fenomenologia religiosa”.
Sviluppi successivi: il Traité è in qualche modo l’opera-quadro, di cui Eliade riprenderà e svilupperà i temi nelle sue opere successive: - Le mythe de l’éternel retour (1949, stesso anno). - Images et symboles (1952). - Le chamanisme et les techniques archaïques de l’extase (1951). - Le sacré et le profane (1957) — divulgazione del Traité. - Naissances mystiques (1959). - Histoire des croyances et des idées religieuses (3 voll., 1976–1983) — sintesi tarda monumentale.
Edizioni italiane: - Trattato di storia delle religioni, traduzione di Virginia Vacca, Einaudi, Torino 1954 (la prima edizione italiana). - Numerose ristampe Boringhieri dagli anni Settanta, poi Bollati Boringhieri (dopo l’unificazione editoriale 1987). - Edizione corrente: Bollati Boringhieri, Torino 2008.
🧭 Il metodo morfologico: posizione nel campo
Per inquadrare correttamente il Traité è necessario conoscere il contesto delle correnti metodologiche nel campo della storia delle religioni di metà Novecento:
1. Scuola fenomenologica (van der Leeuw, Otto, Eliade). Cerca le strutture invarianti dell’esperienza religiosa attraverso l’analisi tipologica dei fenomeni religiosi. Padre fondatore: Gerardus van der Leeuw (1890–1950), olandese, Phänomenologie der Religion (Mohr Siebeck, Tübingen 1933; trad. it. Fenomenologia della religione, Boringhieri 1975). Antecedente: Rudolf Otto, Das Heilige (1917) — vedi voce Mistica Comparata. Eliade è il vertice tardo di questa tradizione.
2. Scuola storicista (Pettazzoni, Wach). Insiste sull’irriducibilità storica di ogni fenomeno religioso, contestando le tipologie atemporali. Raffaele Pettazzoni (1883–1959), italiano di Bologna, prima cattedra di “Storia delle religioni” in Italia (1924 Roma), fondatore della “Scuola Romana” e della rivista Numen (1954); L’essere supremo nelle religioni primitive (Einaudi 1957). Il dibattito Eliade-Pettazzoni (carteggio 1926–1959, edito da Spineto, 1994) è uno dei più importanti del Novecento religionistico: storicità irriducibile (Pettazzoni) vs morfologia atemporale (Eliade).
3. Scuola sociologica francese (Durkheim, Mauss, Hubert). Le religioni come fatti sociali. Émile Durkheim, Les formes élémentaires de la vie religieuse (1912). Influenza Lévi-Strauss e l’antropologia strutturale.
4. Scuola comparatista indoeuropea (Dumézil). Georges Dumézil (1898–1986), Mythe et épopée (3 voll., Gallimard 1968–1973); Mitra-Varuna (1940). Tripartizione funzionale indoeuropea (sacerdotale/guerriera/produttiva).
5. Scuola storico-culturale viennese (Schmidt, Koppers). Wilhelm Schmidt, Der Ursprung der Gottesidee (12 voll., 1912–1955). Monoteismo primordiale come Urreligion dell’umanità.
Eliade ha una posizione intermedia ma specifica: mantiene l’idea fenomenologica delle strutture invariabili (ierofania, archetipo del centro, eterno ritorno) ma le storicizza attraverso documentazione comparata estesa. La sua proposta — morfologia del sacro — si vuole “fenomenologia storicamente fondata”.
⚖️ Le controversie eliadiane: una sintesi critica
Eliade — oggi considerato uno dei tre o quattro storici delle religioni più influenti del Novecento — è anche oggetto di controversie storiografiche e politiche che il lettore deve conoscere:
1. Le simpatie politiche giovanili. Negli anni Trenta, Eliade fu attivo intellettuale del movimento ultranazionalista e antisemita rumeno della Guardia di Ferro (Legione dell’Arcangelo Michele) di Codreanu: articoli pubblicati su Cuvântul, Vremea, Buna Vestire (1936–1937) sono di sostegno esplicito al movimento (anche se non antisemita esplicito). Eliade non parlerà mai apertamente di questo periodo nelle sue memorie postume. Studi: Florin Țurcanu, Mircea Eliade. Le prisonnier de l’histoire (La Découverte, Paris 2003); Daniel Dubuisson, Mythologies du XXe siècle. Dumézil, Lévi-Strauss, Eliade (Presses Universitaires de Lille 1993); Steven M. Wasserstrom, Religion after Religion. Gershom Scholem, Mircea Eliade, and Henry Corbin at Eranos (Princeton UP 1999).
2. Anti-storicismo e nostalgia per il primordiale. Il Traité costruisce una griglia di archetipi religiosi atemporali (cielo, sole, luna, acque, terra, vegetazione, pietra, ecc.) che valorizza il religioso “primordiale” e arcaico rispetto alla modernità desacralizzata. Critici (Edmund Leach, Daniel Dubuisson) hanno accusato Eliade di costruzione ideologica della “religione primordiale” come categoria romantico-tradizionalista, parente concettuale del tradizionalismo di Guénon e di certo conservatorismo culturale europeo.
3. Metodo comparativo “facile”. Edmund Leach, in una celebre recensione del 1966 su New York Review of Books, accusa Eliade di “sloppy comparativism” — paragonare riti africani, miti australiani, sciamanesimo siberiano e mistica indù senza adeguata cautela storica e antropologica. Bryan Rennie (vedi sotto) ha difeso il metodo eliadiano, ma il dibattito resta aperto.
4. Apologetica religiosa o scienza?. Wendy Doniger (Università di Chicago, sua allieva diretta), Bryan Rennie, Robert Ellwood difendono Eliade come scienziato serio. Adriana Berger, Russell McCutcheon (Manufacturing Religion, Oxford UP 1997), Daniel Dubuisson lo criticano come apologeta della religione mascherato da scienziato.
📚 La ricezione italiana e la “Scuola Romana”
L’Italia ha avuto un ruolo speciale nel rapporto con Eliade. Raffaele Pettazzoni (Roma, prima cattedra di Storia delle religioni del 1924) e i suoi allievi — Angelo Brelich, Ugo Bianchi, Vittorio Lanternari, Dario Sabbatucci, Marcello Massenzio — hanno costituito la Scuola Romana di storia delle religioni, in dialogo critico con Eliade. Il dibattito fra le due posizioni (storicismo italiano vs morfologismo eliadiano) attraversa tutto il Novecento.
Edizioni italiane di Eliade: - Trattato di storia delle religioni, Einaudi 1954 → Bollati Boringhieri. - Mito e realtà, Borla, Torino 1962 (più rist.). - Il sacro e il profano, Boringhieri, Torino 1967 (più edd.). - Il mito dell’eterno ritorno, Borla, Torino 1968. - Storia delle credenze e delle idee religiose, 3 voll., Sansoni, Firenze 1979–1983 (poi BUR Rizzoli, ora Sansoni). - Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi, Edizioni Mediterranee, Roma 1953 (più edd.).
Studi italiani su Eliade: - Natale Spineto, Mircea Eliade storico delle religioni (Morcelliana, Brescia 2006). - Natale Spineto (a cura di), L’Histoire des religions a-t-elle un sens? Correspondance 1926–1959 Mircea Eliade-Raffaele Pettazzoni (Cerf, Paris 1994) — il carteggio fondamentale. - Roberto Scagno, Pietro Angelini (a cura di), Mircea Eliade e l’Italia (Jaca Book, Milano 2002). - Marcello Massenzio, Mircea Eliade (Studium, Roma 2009). - Pietro Angelini, L’uomo sul tetto. Mircea Eliade e la “Storia delle religioni” (Bollati Boringhieri 2001).
📖 Bibliografia secondaria di riferimento
Opere di Eliade fondamentali - Mircea Eliade, Traité d’histoire des religions, Payot, Paris 1949 (trad. it. Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, Torino 1976 e succ.). - Mircea Eliade, Le mythe de l’éternel retour, Gallimard, Paris 1949 (trad. it. Il mito dell’eterno ritorno, Borla, Torino 1968). - Mircea Eliade, Images et symboles, Gallimard, Paris 1952 (trad. it. Immagini e simboli, Jaca Book, Milano 1981). - Mircea Eliade, Le sacré et le profane, Rowohlt/Gallimard, Hamburg/Paris 1957 (trad. it. Il sacro e il profano, Boringhieri, Torino 1967). - Mircea Eliade, Le chamanisme et les techniques archaïques de l’extase, Payot, Paris 1951 (trad. it. Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi, Mediterranee, Roma 1953). - Mircea Eliade, Histoire des croyances et des idées religieuses, 3 voll., Payot, Paris 1976–1983 (trad. it. Sansoni/BUR).
Biografie e ricostruzioni storiche - Florin Țurcanu, Mircea Eliade. Le prisonnier de l’histoire, La Découverte, Paris 2003 (ed. ampliata, trad. it. Mircea Eliade. Il prigioniero della storia, Jaca Book, Milano 2009). - Mac Linscott Ricketts, Mircea Eliade. The Romanian Roots 1907–1945, 2 voll., Columbia UP, New York 1988. - Bryan Rennie, Reconstructing Eliade. Making Sense of Religion, SUNY Press, Albany 1996.
Critiche e dibattito metodologico - Daniel Dubuisson, Mythologies du XXe siècle. Dumézil, Lévi-Strauss, Eliade, PUL, Lille 1993 (trad. ingl. Twentieth Century Mythologies, Equinox 2006). - Steven M. Wasserstrom, Religion after Religion. Gershom Scholem, Mircea Eliade, and Henry Corbin at Eranos, Princeton UP, Princeton 1999. - Adriana Berger, “Mircea Eliade. Romanian Fascism and the History of Religions in the United States”, in N. Harrowitz (ed.), Tainted Greatness, Temple UP, Philadelphia 1994. - Russell T. McCutcheon, Manufacturing Religion. The Discourse on Sui Generis Religion and the Politics of Nostalgia, Oxford UP, New York 1997. - Edmund Leach, “Sermons by a Man on a Ladder”, New York Review of Books, 20 ottobre 1966.
Sintesi e antologie - Bryan Rennie (ed.), Changing Religious Worlds. The Meaning and End of Mircea Eliade, SUNY Press, Albany 2001. - Carl Olson, The Theology and Philosophy of Eliade. A Search for the Centre, Macmillan, London 1992. - Norman Girardot, Mac Linscott Ricketts (eds.), Imagination and Meaning. The Scholarly and Literary Worlds of Mircea Eliade, Seabury Press, New York 1982.
Contesto: storia delle religioni come disciplina - Eric Sharpe, Comparative Religion. A History, Duckworth, London 1986². - Walter H. Capps, Religious Studies. The Making of a Discipline, Fortress Press, Minneapolis 1995. - Tim Murphy, Representing Religion. History, Theory, Crisis, Equinox, London 2007.
In italiano - Natale Spineto, Mircea Eliade storico delle religioni, Morcelliana, Brescia 2006. - Roberto Scagno, Pietro Angelini (a cura di), Mircea Eliade e l’Italia, Jaca Book, Milano 2002. - Marcello Massenzio, Mircea Eliade, Studium, Roma 2009. - Pietro Angelini, L’uomo sul tetto. Mircea Eliade e la “Storia delle religioni”, Bollati Boringhieri, Torino 2001. - Giovanni Filoramo, Marcello Massenzio, Massimo Raveri, Paolo Scarpi, Manuale di storia delle religioni, Laterza, Roma-Bari 1998 (più edd.).
Riviste - History of Religions (University of Chicago Press, fondata da Eliade nel 1961). - Numen. International Review for the History of Religions (Brill, fondata da Pettazzoni nel 1954). - Studi e Materiali di Storia delle Religioni (rivista italiana fondata da Pettazzoni 1925, oggi Morcelliana).
Risorse online - Eliade Archive presso University of Chicago (Eliade Papers, Regenstein Library). - Romanian Cultural Institute (icr.ro) — opere di Eliade in rumeno.
Citazione significativa
“Una pietra sacra non smette di essere una pietra; in apparenza (e più esattamente, da un punto di vista profano) nulla la distingue dalle altre pietre. Ma per coloro ai cui occhi una pietra si rivela sacra, la sua realtà immediata si trasmuta in realtà soprannaturale.” — Mircea Eliade, Traité d’histoire des religions, 1949
Note personali
Il Tempio massonico è un’ierofania deliberatamente costruita. Ma ogni spazio può diventare sacro quando lo vivi con quella qualità di presenza. Qual è il tuo spazio sacro quotidiano — non il Tempio, ma il luogo dove il sacro si manifesta nella tua vita ordinaria?
Vedi anche
- Lo sciamanesimo e le tecniche dell'estasi
- Il Sacro
- Immagini e simboli
- Il mito dell'eterno ritorno. Archetipi e ripetizioni
- Antichi RITI EGIZI DI MORTE E DI Resurrezione
- Il Percorso Iniziatico
- Corpus Hermeticum
- La leggenda di Hiram Una questione ancora aperta
- I Solstizi
- Il Sole e la Luna
🏛️ Rilevanza Massonica
Questo testo si inserisce nella vasta tradizione del pensiero esoterico, filosofico e spirituale che costituisce il substrato intellettuale e simbolico della Massoneria speculativa. I temi trattati — natura dell’uomo, relazione con il cosmo, strutture dell’iniziazione e metodi di trasformazione interiore — trovano eco diretta nel percorso massonico dai tre gradi fondamentali ai gradi filosofici del Rito Scozzese Antico e Accettato. Lettura preziosa per ogni massone che voglia approfondire la ricca tradizione sapienziale di cui l’Ordine è custode e continuatore.
🔗 Vedi Anche
- Qabbalah e simbolismo massonico
- Vaticano Massone
- Pico della Mirandola - Heptaplus
- Aristotele - Metafisica
- Nagarjuna - Il Trattato del Grande Mezzo
- L'autosviluppo secondo la scuola Ch-an Zen
- Upanishad - I Grandi Testi Vedantici
Cross-references: Axis Mundi | Cabala e Numerologia | Ermetismo Rinascimentale | Estasi e Transe | Il Tempo Ciclico | Iniziazione e Percorso Interiore | Logos | Massoneria Speculativa | Massoneria | Mircea Eliade | Misteri Eleusini e Pitagorismo | Morte e Rinascita | Pico della Mirandola | Tradizioni Orientali