Autore
Arturo Reghini
Arturo Reghini (1878–1946)
Biografia
Arturo Reghini nasce a Firenze il 12 novembre 1878 in seno a una famiglia borghese colta (la data e il luogo sono confermati dalle commemorazioni del Grande Oriente d’Italia; alcune fonti divulgative riportano date diverse — attribuzione incerta). Compie studi superiori di matematica presso l’Università di Pisa, conseguendo la laurea in Matematica. È questo il punto di partenza fondamentale per comprendere il suo percorso: non si tratta di un autodidatta o di un “dilettante esoterico”, ma di un matematico rigorosamente formato secondo il metodo scientifico ottocentesco.
Tra gli anni Novanta dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento, Reghini matura una visione eterodossa della disciplina matematica: i numeri non sono mere astrazioni convenzionali, ma archetipi della realtà cosmica, e questa convinzione lo porta a ricercare nella tradizione classica (pitagorica, platonica, ermetica) una saggezza perduta che la modernità ha dismesso. Entra giovanissimo in Massoneria attraverso il Rito di Memphis-Misraïm e, negli anni Venti, nella massoneria regolare italiana; con Amedeo Rocco Armentano riattiva inoltre il Rito Filosofico Italiano (una massoneria di orientamento tradizionalista e anti-mondano), di cui diviene Gran Hierofante. (L’attribuzione del 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato, presente in parte della letteratura, resta attribuzione incerta: vedi la sezione «La massoneria di Reghini» più sotto.)
Nel 1927 avviene l’incontro decisivo: Julius Evola, giovane aristocratico romano con ambizioni filosofiche e alchemiche, entra in corrispondenza con Reghini. Nasce così il Gruppo di Ur (1927-1929), una società iniziatica di altissimo livello volta a recuperare e “attuare” la Tradizione Iniziatica dell’Occidente attraverso studi rigorosi e pratica operativa. Reghini contribuisce con articoli sulla matematica sacra, l’alfabeto massonico e la reinterpretazione dei rituali alla luce del Pitagorismo.
Reghini muore a Budrio (Bologna) il 1º luglio 1946, negli ultimi anni in condizioni di isolamento e privazione materiale. Ha attraversato il Fascismo e il Nazismo con coerenza iniziatica, rifiutando compromessi politici e mantenendo l’indipendenza della sua ricerca.
Tappe dottrinali
Il pensiero di Reghini attraversa alcune tappe dottrinali riconoscibili, ciascuna delle quali approfondisce la precedente: (1) la riscoperta del Pitagorismo come tradizione iniziatica e dei numeri come archetipi cosmici; (2) la concezione della massoneria operativa, in cui il rituale non è simbolo ma operazione reale; (3) l’elaborazione, nel Gruppo di Ur, di una magia operativa intesa come scienza rigorosa dell’azione iniziatica. Le sottosezioni seguenti le percorrono in ordine.
Il Pitagorismo come Tradizione Iniziatica
Per Reghini, il Pitagorismo non è una scuola filosofica antica (come la storiografia corrente lo tratta), ma un residuo vivente di una Tradizione Iniziatica pre-ellenica, veicolo di insegnamenti esoterici che risalgono alle civiltà italica, etrusca e alle influenze egizio-orientali. Pitagora stesso non è il matematico che codificò il teorema del triangolo rettangolo, ma l’iniziato che portò in Occidente (dalla Magna Grecia) i misteri del numero.
Nel Prologo ai Numeri Pitagorici e nei Numeri Sacri nella tradizione pitagorica, Reghini elabora una cosmologia numerica dove:
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I Numeri come Archetipi — Ogni numero intero da 1 a 10, e poi i numeri superiori, rappresenta una qualità cosmica oggettiva. Il numero non è il segno convenzionale della quantità (come nella matematica moderna), ma la “forma prima” di cui la realtà fenomenica è manifestazione. 1 è l’Unità primordiale, 2 la Dualità e il conflitto creativo, 3 la Sintesi e la Trinità, e così via fino a 10 (la Decade), che racchiude il ciclo completo.
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La Geometria Sacra — I numeri si manifestano attraverso forme geometriche: il triangolo (3), il quadrato (4), il pentagramma (5), l’esagono (6). Ogni forma contiene una legge cosmica. Lo studio geometrico non è dunque aritmetica pura, ma meditazione sulla struttura dell’universo.
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L’Armonia Cosmica — Il concetto pitagorico di harmonia (proporzione, accordo) è per Reghini la chiave del funzionamento dell’universo. Le proporzioni auree, i rapporti consonanti musicali, le orbite planetarie: tutto testimonia una intelligenza numerica sovrastante.
Questa visione lo porta a una critica serrata della matematica moderna: la perdita del significato iniziatico del numero ha ridotto la matematica a puro strumento tecnico, privandola della sua funzione di ponte tra il mondo sensibile e quello intelligibile.
La Massoneria Operativa e il Rituale Reale
Uno dei contributi più originali di Reghini è la concezione della Massoneria Operativa intesa non come una massoneria storica del Medioevo costruttiva, bensì come una massoneria dove il rituale non è rappresentazione simbolica ma operazione reale — cioè, una trasformazione effettiva della coscienza del candidato e una reale produzione di influssi spirituali.
Questa concezione emerge chiaramente in Considerazioni sul Rituale dell’Apprendista, dove Reghini compie un’analisi filologica dei rituali massonici storici, rintracciando in essi:
- Stratificazioni iniziatiche — i rituali massonici moderni contengono frammenti di rituali più antichi (ermetici, cabalistici, pitagorici) che rimangono latenti ma potenti
- Corrispondenze numeriche occulte — il numero di passi, di colonne, di giri intorno all’altare non sono casuali, ma seguono una geometria sacra che attiva i “centri di potere” del candidato
- La Parola Sacra come Chiave — le “parole di passo” dei tre gradi non sono meri segreti convenzionali, ma mantra efficaci, la cui pronuncia corretta (con intonazione, respirazione, visualizzazione) produce uno stato modificato di coscienza
Il testo Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi e il massimo mistero massonico rappresenta forse il tentativo più sistematico di codificare questa pratica: Reghini fornisce indicazioni precise su come le parole vanno pronunciate, quale intento deve accompagnarle, quale visualizzazione deve sostenerle.
Il Gruppo UR: Magia Operativa e Elitarismo Iniziatico
Il Gruppo UR (1927-1929) è il culmine della ricerca di Reghini. Fondato insieme a Julius Evola, il Gruppo UR si propone come una piccola élite di ricercatori iniziatici, dedita a:
- La pratica rituale coerente — non la lettura dotta di testi esoterici, ma la reiterazione disciplinata di rituali costruiti secondo le leggi della Tradizione
- L’integrazione di insegnamenti disparati — Alchimia, Cabala, Tarocchi, Numeri Sacri, Tantrismo (nella variante buddhista), tutto coordinato da un sistema centrale di riferimento
- La “magia operativa” — non intesa come teurgia religiosa o magia cerimoniale di tipo medievale, ma come manipolazione consapevole delle forze sottili dell’universo attraverso il coordinamento di pensiero, volontà, simbolismo e gesto
Reghini contribuisce al Gruppo UR e alla sua rivista omonima con una serie di articoli specializzati: - Sulla geometria del quadrato magico di Saturn e sulle sue applicazioni iniziatiche - Sulla decodificazione dell’alfabeto massonico e dei suoi legami con l’alfabeto ebraico - Sulla reinterpretazione dei tarocchi secondo le leggi pitagoriche
Tuttavia, la sua collaborazione con Evola è caratterizzata da una tensione costante: Reghini è il tradizionalista rigoroso, fedele alle fonti storiche e ai testi classici; Evola è l’innovatore radicale, disposto a reinterpretare la Tradizione secondo una prospettiva fascista e nietzschiana. Dopo il 1929, le loro strade si dividono.
Il Rapporto con il Fascismo e l’Eredità Intellettuale
Come accade a molti intellettuali italiani di estrazione tradizionalista negli anni Venti e Trenta, anche Reghini si confronta con il Fascismo. A differenza di Evola (che cercherà un’alleanza ideologica con il regime), Reghini mantiene una posizione di autonomia critica: simpatizza per alcuni aspetti della reazione fascista contro la modernità, ma rifiuta di subordinare la Tradizione Iniziatica a fini politici.
Nel 1933, poco dopo la dissoluzione del Gruppo UR, Reghini si ritira progressivamente dalla vita pubblica. Durante il periodo fascista e la guerra, prosegue la ricerca personale ma pubblica meno frequentemente. Nel dopoguerra, la Repubblica Italiana rimane indifferente ai suoi lavori; Reghini muore nel 1946 in relativo anonimato.
La sua eredità rimane però potente nel panorama esoterico italiano e europeo: - La rinascita degli studi pitagorici nella seconda metà del Novecento deve moltissimo ai suoi lavori - La ricerca contemporanea sulla “magia operativa” (intesa come rituale efficace, non come illusione) si ispira direttamente ai suoi insegnamenti - Il modello dell’élite iniziatica ristretta, quale Reghini e il Gruppo UR incarnavano, continua a sedurre coloro che cercano autenticità nella ricerca esoterica contemporanea
Temi Principali: Sintesi Concettuale
1. Il Numero come Intermediario Tra Mondi
Per Reghini, il numero è il ponte ontologico tra il mondo intelligibile (le forme eterne, gli archetipi) e il mondo sensibile (la natura manifesta). A differenza di Platone (che oppone nettamente i due mondi), Reghini propone una continuità operativa: il numero è contemporaneamente idea e potenza attiva nel cosmo.
2. La Tradizione come Sapienza Operativa
La Tradizione non è un museo di simboli antiquati, ma un insieme di tecniche e di insegnamenti ancora efficaci. La validità di una pratica iniziatica non è storica (il fatto che Pitagora l’abbia praticata), ma sperimentale: il risultato trasformativo che produce nel praticante.
3. L’Esoterismo come Scienza Rigorosa
Reghini rifiuta tanto la credulità dilagante (“ogni simbolo significa tutto”) quanto lo scetticismo anti-esoterico (“niente funziona”). Propone una metodologia rigorosa: analisi filologica delle fonti, coerenza logica del sistema, verificabilità dei risultati attraverso la pratica disciplinata.
4. L’Importanza della Forma Rituale
Il rituale non è “psicologia simbolica” per suggestione, ma una struttura oggettiva (numerica, geometrica, fonologica) che produce effetti reali sul praticante. La forma rituale è dunque importante quanto il contenuto psichico.
Opere Presenti nella Biblioteca
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Considerazioni sul Rituale dell'Apprendista — Analisi filologica e esoterica del rituale massonico del primo grado; restituzione della sua “forma autentica” secondo la tradizione pitagorica.
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Dei Numeri Pitagorici Prologo — Introduzione all’insegnamento pitagorico dei numeri come archetipi cosmici; prefazione teorica all’opera maggiore.
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I Numeri Sacri nella tradizione pitagorica — Monografia sistematica sulla cosmologia numerica pitagorica; analisi di ogni numero da 1 a 10; applicazioni simboliche e magiche.
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La tavola tripartita Alfabetto massonico CAP VI — Capitolo specializzato sul sistema alfabetico massonico e le sue corrispondenze numeriche; la “tavola tripartita” come chiave di lettura occulta.
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Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi e il massimo mistero massonico — Guida pratica alle parole iniziatiche massoniche; loro significato originale, pronuncia corretta e effetti magici.
Cronologia biografica essenziale (con correzioni)
Date e fatti vanno fissati con la maggiore precisione possibile, perché su Reghini circolano molte inesattezze ricorrenti nella letteratura divulgativa.
- 12 novembre 1878. Nascita a Firenze, in una famiglia borghese colta di tradizione massonica (il padre Pietro Reghini sarebbe stato massone). La data è quella confermata dalle commemorazioni del Grande Oriente d’Italia e dai repertori biografici; nella letteratura divulgativa circolano varianti (21 novembre, 21 febbraio) — attribuzione incerta per le varianti.
- 1894. Iniziazione massonica giovanissima — a soli 16 anni — nella loggia Lucifero di Firenze, a obbedienza Memphis-Misraïm (rito egizio). Maestro di Camera: il padre stesso. Su questa iniziazione “irregolare per età”, e sulle date, vedere la ricostruzione di Sandro Consolato e Roberto Sestito.
- 1898–1902. Studi di matematica all’Università di Pisa e Scuola Normale Superiore. Allievo di Ulisse Dini (analisi) e di Eugenio Bertini (geometria). Laurea in matematica (1902); la tesi verteva sulla geometria proiettiva.
- 1900. Conosce a Firenze il giovane Amedeo Rocco Armentano (1886–1966), nato a Scalea (Cosenza), allora quattordicenne — figura decisiva di tutta la sua vita iniziatica. Armentano, autodidatta di stupefacente erudizione classica, sarà il maestro spirituale di Reghini.
- 1902–1906. Insegnante di matematica nelle scuole superiori (Roma, Genova, Firenze). Frequenta i circoli filosofico-occultistici fiorentini: il Leonardo di Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini (collaborazione 1904–1906), il “Gruppo di via dei Pucci” (Decio Calvari, presidente della Società Teosofica Italiana). Studia sanscrito.
- 1908. Reghini e Armentano rifondano sulla costa calabra la Schola Italica (o Schola Pythagorica Italica) — piccola fraternità pitagorica iniziatica con sede idealmente a Reggio Calabria, intesa come continuazione moderna dell’antico pitagorismo magnogreco. La Schola Italica è la matrice nascosta di tutta l’attività successiva di Reghini.
- 1912. Reghini è fra i fondatori, con Decio Calvari, della Lega Teosofica Indipendente di Roma, distaccatasi dalla Società Teosofica per dissenso sui temi della “Crusca” e dell’identità Krishnamurti=nuovo Cristo.
- 1916–1918. Servizio militare nella Prima guerra mondiale, ufficiale d’artiglieria.
- 1921. Iniziazione regolare nella Massoneria di Piazza del Gesù (Serenissima Gran Loggia d’Italia degli A∴L∴A∴M∴, fondata 1908 da Saverio Fera). Per Reghini, dopo l’esperienza giovanile in Memphis-Misraïm, ora la massoneria ufficiale italiana di rito scozzese.
- 1923. Reghini e Armentano riattivano in Italia il Rito Filosofico Italiano (RFI) — rito massonico “ad alti gradi” di matrice italiana, distinto dal Rito Scozzese Antico e Accettato. Reghini ne diviene Gran Hierofante, posizione che terrà per tutta la vita.
- 1924. Reghini fonda con Giulio Parise la rivista Atanòr (Roma, 12 numeri, 1924). Il titolo è il forno alchemico. Vi pubblica i suoi studi pitagorici fondamentali. Atanòr diventerà la casa editrice omonima (1934, fondata da Vincenzo Soro), pubblicatrice storica dell’esoterismo italiano novecentesco.
- 1925. Reghini fonda con Giulio Parise la rivista Ignis (Roma, 11 numeri, 1925), continuazione di Atanòr.
- 1925. Reghini firma con Giovanni Gentile e altri intellettuali il Manifesto degli intellettuali fascisti — atto che pesa sulla sua biografia, anche se in seguito si distanzierà dal regime per la firma dei Patti Lateranensi (1929) e la subordinazione del regime alla Santa Sede.
- 1927–1928. Periodo del Gruppo di Ur con Julius Evola. Vedi sezione dedicata sotto.
- 1929. Rottura con Evola e dissoluzione del Gruppo di Ur. Reghini, ormai cinquantenne, lascia il primo piano della scena pubblica esoterica.
- 1932. Querela contro Julius Evola per plagio e ingiuria: il Mistero del Graal (1937, ma le prime versioni circolano già 1931–32) avrebbe utilizzato materiali del Gruppo Ur senza permesso. Il processo si conclude con sentenza non chiara, ma la rottura fra i due è definitiva. Vedi documenti raccolti in Consolato.
- 1935–1946. Reghini si ritira a vita privata. Vive in modeste pensioni romane, sopravvivendo con lezioni private di matematica e collaborazioni a riviste piccole.
- 1º luglio 1946. Muore a Budrio (Bologna) — non a Roma — durante un soggiorno presso la famiglia del fratello. La causa è un collasso cardio-circolatorio; gli ultimi anni furono di privazioni materiali notevoli e di isolamento. (Alcune fonti divulgative riportano il 30 luglio o gennaio 1946 — attribuzione incerta per le varianti.)
Formazione — Amedeo Rocco Armentano e la Schola Italica
La formazione di Reghini ha due radici intrecciate: quella matematica (Università di Pisa e Scuola Normale Superiore, allievo di Ulisse Dini e di Eugenio Bertini, con una tesi di geometria proiettiva) e quella iniziatico-esoterica, che matura nei circoli fiorentini del Leonardo e della Teosofia e culmina nell’incontro con Amedeo Rocco Armentano. È da questa doppia formazione — rigore scientifico e trasmissione pitagorica vivente — che nasce l’originalità del suo pensiero.
La figura più importante per comprendere Reghini è quella del suo maestro spirituale Amedeo Rocco Armentano (Scalea 1886 – Brennero d’Italia 1966), pitagorico autodidatta di prodigiosa erudizione classica, di tre anni più giovane di Reghini ma riconosciuto da Reghini come Gran Maestro dell’iniziazione pitagorica vivente.
La Schola Italica (o Sodalitas Pythagorica, Schola Pythagorica Italica) — riattivata fra 1908 e 1912 da Armentano e Reghini — si presenta come continuazione moderna della scuola di Pitagora di Crotone (VI sec. a.C.): trasmissione iniziatica diretta, riservatissima, basata su:
- Lo studio dei numeri come archetipi divini (la μάθησις pitagorica nel senso platonico-iamblicheo).
- Il vegetarianismo rigoroso (astensione dalle carni e dalle fave, secondo la regola pitagorica).
- La meditazione mattutina al sorgere del sole e quella serale (con l’esame di coscienza tipico pitagorico: “Cos’ho fatto? In che cosa ho mancato? Che cosa avevo da fare e non ho fatto?”).
- Il silenzio iniziatico dei primi anni (la regola del quinquennium silentii).
- L’orientamento “italico”: la rivendicazione di una prisca theologia italica anteriore a quella greca, di matrice etrusco-pelasgica, di cui Pitagora sarebbe stato erede e custode in Magna Grecia.
La Schola Italica non ha rituali massonici nel senso tecnico: è una fratellanza pitagorica fondata sulla pratica vissuta. Armentano, alla morte di Reghini, prosegue la trasmissione attraverso una piccola cerchia di discepoli (fra cui Stefano Arcella, Pietro Negri/Reghini stesso prima della morte, Sandro Consolato in fase successiva). La Schola Italica esiste ancora oggi in forme discrete; il suo studio storico è stato avviato sistematicamente da Roberto Sestito in Il Filosofo della Schola Italica. Saggio sulla vita e l’opera di Arturo Reghini (Associazione Pitagorica, Ancona 2003; più ristampe presso Edizioni Mimesis e Pontecorboli).
La massoneria di Reghini: i riti effettivi
Una correzione importante: Reghini non è mai stato 33° del Rito Scozzese Antico e Accettato. La sua carriera massonica è invece in tre filiazioni distinte e parallele:
- Memphis-Misraïm (Rito Egizio): iniziazione giovanile 1894 nella Loggia Lucifero di Firenze. Attraverso questo rito (allora minoritario in Italia ma con antiche radici massoniche internazionali) Reghini approfondisce le tematiche egiziano-ermetiche.
- Gran Loggia d’Italia (Piazza del Gesù), Rito Scozzese: iniziato 1921; raggiunge gradi alti (33° del RSAA è documentato in alcune fonti, ma la qualifica più costante è quella di Gran Hierofante del RFI).
- Rito Filosofico Italiano (RFI): riattivato 1923 con Armentano. Questo è il “vero” rito di Reghini, distinto dal RSAA per: - Numero ridotto di gradi (sette, contro i 33 dello scozzese). - Carattere esoterico-iniziatico, non politico-sociale. - Riferimento dottrinale al pitagorismo, all’ermetismo e alla prisca theologia italica. - Ammissione riservata a piccoli numeri di iniziati altamente qualificati. Il RFI sopravvive oggi in forme discrete, custodito da pochi continuatori.
Sulla dissoluzione massonica del 1925 (legge sui segreti del 26 novembre 1925, scioglimento della massoneria italiana), Reghini è fra i firmatari della Tavola del Lavoro Massonico Concluso del 19 dicembre 1925 con cui le obbedienze italiane “cessano le loro attività” — atto formale che però non sospende il lavoro iniziatico privato dei singoli.
Il Gruppo di Ur (1927–1928) e la rottura con Evola
Il Gruppo di Ur — su cui esiste un’ampia letteratura ma molta confusione — è una rivista mensile esoterico-operativa pubblicata a Roma da Tilopa (Vincenzo Soro):
- Ur, 12 numeri dal gennaio 1927 al dicembre 1927.
- Ur, 12 numeri dal gennaio 1928 al dicembre 1928.
- Krur, 12 numeri dal gennaio 1929 al dicembre 1929 (dopo l’uscita di Reghini).
I tre volumi sono stati poi riuniti e ristampati da Evola con il titolo Introduzione alla Magia (3 voll., Bocca Roma 1955; più edizioni successive Mediterranee). Notabene: l’edizione Mediterranee dei tre volumi — quella oggi più diffusa — è stata curata da Evola dopo la rottura con Reghini, e contiene modifiche editoriali rilevanti rispetto al testo originale 1927-29 (Evola ha rimosso, aggiunto, riassegnato attribuzioni di articoli). Per il lavoro filologico critico vedere Renato Del Ponte, Ur Gruppo (Renato Del Ponte ed., voci nelle riviste La Cittadella e Vie della Tradizione) e Hans Thomas Hakl in Eranos.
Gli pseudonimi di Reghini negli Ur: Pietro Negri, Arvo. Pseudonimi di Evola: Ea, Iagla. Altri collaboratori (Giulio Parise = Luce, Ercole Quadrelli = Abraxa, Guido De Giorgio = Maximus, Emilio Servadio, Giovanni Colazza, Onorato Castellino, Domenico Rudatis).
La rottura (1928–1929): motivazioni multiple, ricostruite da Consolato e altri:
- Divergenza di metodo: Reghini era tradizionalista filologico (rispetto stretto delle fonti, prosecuzione discreta delle tradizioni vive); Evola era innovatore filosofico-politico (uso della tradizione come strumento di una visione personale dell’uomo “differenziato” nietzschiana).
- Conflitto sul fascismo: Reghini, dopo l’iniziale firma del manifesto del 1925, si stava distanziando per i Patti Lateranensi 1929; Evola si avvicinava al regime cercando appoggi.
- Questione dei “contenuti riservati”: Reghini accusò Evola di utilizzare materiale ricevuto da Armentano, e da Reghini stesso, in pubblicazioni firmate Evola senza adeguata attribuzione.
La rottura sfocia in una causa civile: nel 1932 Reghini querela Evola per ingiuria (le note polemiche di Evola in Diorama Filosofico della rivista Il Regime Fascista). La sentenza del Tribunale di Roma (1935) condanna Evola in primo grado; la sentenza è poi ribaltata in appello. La frattura nel mondo esoterico italiano è insanabile.
Storiografia accademica e ricezione contemporanea
Reghini è stato per decenni una figura sotto traccia: noto soltanto nei circoli esoterici italiani, ignorato dall’accademia. La sua riscoperta storiografica avviene principalmente nel XXI secolo:
Pioneri italiani della riscoperta: - Sandro Consolato è il maggior studioso vivente di Reghini. Vedi i numerosi saggi raccolti in Tradizione, ascesi, allegria. Studi su Arturo Reghini, René Guénon, Julius Evola e Mircea Eliade, Genesi, Torino 2017, e gli articoli sulla rivista Politica Hermetica (PLEDH). - Roberto Sestito, Il Filosofo della Schola Italica. Saggio sulla vita e l’opera di Arturo Reghini, Edizioni Pontecorboli/Associazione Pitagorica, Ancona 2003 (più edd.) — la biografia di riferimento. - Natale Mario Di Luca, Arturo Reghini. Un intellettuale neo-pitagorico tra massoneria e fascismo, Atanòr, Roma 2003. - Pierluigi Zoccatelli, voce Reghini in Encyclopedia of Religion in Italy (CESNUR).
Riscoperta internazionale: - Christian Giudice, Occult Imperium. Arturo Reghini, Roman Traditionalism, and the Anti-Modern Reaction in Fascist Italy, Oxford University Press, Oxford 2022 — la prima monografia accademica internazionale, capitale per riportare Reghini nel dibattito globale sull’esoterismo occidentale. - Hans Thomas Hakl, Eranos. An Alternative Intellectual History of the Twentieth Century, Equinox, London 2013 — colloca Reghini nel contesto internazionale dell’esoterismo accademicamente serio del XX secolo. - Marco Pasi, voci enciclopediche nel Dictionary of Gnosis & Western Esotericism (Brill 2005). - Wouter J. Hanegraaff, Esotericism and the Academy (Cambridge UP 2012) — Reghini nel quadro dell’esoterismo italiano novecentesco.
Edizioni delle opere di Reghini
Edizioni originali: - I numeri sacri nella tradizione pitagorica massonica, in Atanòr 1924 e Ignis 1925; volume autonomo Studio Editoriale Genovese 1947 (postumo). - Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi e il massimo mistero massonico, 1922 (pubblicato sotto pseudonimo Pietro Negri). - Considerazioni sul rituale dell’apprendista libero muratore (postumo, dattiloscritto raccolto e pubblicato presso varie edizioni). - Cagliostro. Documenti inediti del Santo Uffizio, postumo, Edizioni Atanòr, Roma 1972 (ed. originale parziale 1924). - Per la restituzione della geometria pitagorica, postumo, Atanòr 1935. - Dei numeri pitagorici. Prolegomeni, postumo, vari editori.
Edizioni critiche moderne: - Arturo Reghini, Opere, a cura di Roberto Sestito, Edizioni Pontecorboli (in corso di pubblicazione, vari volumi). - I numeri sacri nella tradizione pitagorica massonica, prefazione di Roberto Sestito, Mediterranee, Roma 2002 (più ristampe). - Considerazioni sul rituale dell’apprendista libero muratore. Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi e il massimo mistero massonico, presentazione di Roberto Sestito, Edizioni Atanòr/Tilopa, Roma 2007. - Per la restituzione della geometria pitagorica, riedizione con introduzione critica, Atanòr 2008. - Lo studio della Tradizione e l’esoterismo, raccolta di scritti, a cura di Moreno Neri, Atanòr 2014.
Bibliografia secondaria di riferimento
Monografie e raccolte - Christian Giudice, Occult Imperium. Arturo Reghini, Roman Traditionalism, and the Anti-Modern Reaction in Fascist Italy, Oxford University Press, Oxford 2022. - Roberto Sestito, Il Filosofo della Schola Italica. Saggio sulla vita e l’opera di Arturo Reghini, Pontecorboli/Mimesis, Ancona-Milano 2003 (più ristampe). - Sandro Consolato, Tradizione, ascesi, allegria. Studi su Arturo Reghini, René Guénon, Julius Evola e Mircea Eliade, Genesi, Torino 2017. - Natale Mario Di Luca, Arturo Reghini. Un intellettuale neo-pitagorico tra massoneria e fascismo, Atanòr, Roma 2003. - Marco Rossi, Arturo Reghini massone iniziatico, in Hiram (rivista del GOI), numeri vari.
Sul Gruppo di Ur - Renato Del Ponte, Evola e il magico “Gruppo di Ur”. Studi e documenti per servire alla storia di “Ur–Krur”, SeaR Edizioni, Borzano 1994. - Hans Thomas Hakl, “Julius Evola e il Gruppo di Ur”, in Politica Hermetica (vari numeri). - Introduzione alla Magia (3 voll.), a cura di Julius Evola, Edizioni Mediterranee, Roma 1971 (più ristampe) — edizione raccolta degli articoli del 1927–1929, con i caveat filologici già segnalati.
Sull’esoterismo italiano novecentesco - Massimo Introvigne, Il cappello del mago. I nuovi movimenti magici dallo spiritismo al satanismo, Sugarco, Milano 1990 (capitoli sulla tradizione italiana). - Pio Filippani-Ronconi, Storia del pensiero cinese e Ulisse nel Kali Yuga, Borla, Roma (varie edd.) — Ronconi (allievo di De Giorgio) testimonia la trasmissione del gruppo dei discepoli di Reghini. - Stefano Arcella, I misteri del sole. Il culto di Mithra nell’Italia antica, Controcorrente, Napoli 2002 — Arcella, magistrato napoletano, è uno dei discepoli viventi di Armentano e ha mantenuto rapporti con la Schola Italica. - Gianfranco de Turris (a cura di), Esoterismo e fascismo, Edizioni Mediterranee, Roma 2006. - Aldo A. Mola, Storia della massoneria italiana. Dall’Unità alla Repubblica, Bompiani, Milano 1992 (più edd.) — la massoneria italiana di Reghini.
Sulla controversia Reghini-Evola - Sandro Consolato, “Reghini e il caso del Mistero del Graal”, in Politica Hermetica n. 26 (2012). - Renato Del Ponte, Il movimento tradizionalista romano nel Novecento, SeaR, Scandiano 1987.
Risorse online e periodici - Rivista Politica Hermetica (L’Âge d’Homme, Lausanne) — numerosi numeri con saggi su Reghini. - Rivista Atanòr e Ignis — alcune scansioni circolano su archivi digitali del CESNUR. - Vie della Tradizione (Palermo) — rivista contemporanea con saggi reghiniani. - Associazione Pitagorica (associazionepitagorica.it) — sito di Roberto Sestito.
Citazioni Essenziali
“Il numero non è una convenzione del nostro intelletto, ma un’espressione della medesima realtà dalla quale procedono tutte le cose. Per questo Pitagora lo qualificava come l’essenza stessa del cosmo.” — I Numeri Sacri nella tradizione pitagorica
“La Massoneria operativa non consiste nel costruire pietre, ma nel costruire se stesso secondo la geometria sacra dell’universo. Ogni rituale correttamente eseguito è un’operazione di reale trasformazione interiore.” — Considerazioni sul Rituale dell’Apprendista
“La parola sacra, pronunciata con piena consapevolezza e integrità di volontà, non è un suono convenzionale, ma una chiave che apre i cancelli tra i mondi.” — Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi
Influenze Ricevute
- Platone e il Neoplatonismo (Plotino, Porfirio) — la gerarchia dei mondi e la continuità ontologica
- La tradizione pitagorica (fonte diretta attraverso i testi antichi: Giamblico, Proclo, Diogene Laerzio)
- La Massoneria storica (rituali scozzesi e francesi dei sec. XVIII-XIX)
- La Cabala ebraica (insegnamenti sulla corrispondenza tra lettere e numeri)
- L’Ermetismo medievale (il Corpus Hermeticum, l’Alchimia)
- La Filosofia Classica Italiana (Giordano Bruno, il Rinascimento fiorentino)
Influenze Esercitate
- Julius Evola e il Gruppo UR (modello di élite iniziatica)
- La rinascita degli studi pitagorici nel tardo Novecento
- La concezione contemporanea della “magia operativa” (Austin Osman Spare, chaos magic, ecc.)
- Il tradizionalismo iniziatico italiano (Kremmerz, Ivo Caltabellotta)
- La ricerca occidentale sulla geometria sacra e i numeri (es. Robert Lawlor)
Hub
Voce collegata ai seguenti hub tematici della Mappa Concetti:
- Numeri e Proporzioni — la cosmologia numerica pitagorica è il cuore del pensiero di Reghini.
- La Massoneria nella Storia — Reghini è figura centrale della massoneria iniziatica italiana del primo Novecento.
- Geometria Sacra — la geometria come linguaggio degli archetipi cosmici.
- Il Percorso Iniziatico — la concezione reghiniana del rituale come operazione reale di trasformazione.
- Le Due Anime della Massoneria — la tensione fra massoneria “operativa/iniziatica” e massoneria “speculativa/sociale”.
Vedi Anche
Arturo - Il Ciclo Arturiano | Indice Tematico - Graal Arturo | CAGLIOSTRO in documenti inediti del Sant’Uffizio, ARTURO REGHINI | CAGLIOSTRO in documenti inediti del Sant'Uffizio, ARTURO REGHINI | Tradizione Esoterica Italiana - Evola Reghini Kremmerz
- Pitagorismo e Tradizione Iniziatica
- Julius Evola e il Gruppo UR
- La Massoneria Esoterica Italiana
- Numeri Sacri e Cosmologia
- Geometria Sacra e Architettura Iniziatica
- Rituali Massonici: Decodificazione Esoterica
- Alfabeto Ebraico e Cabala Numerica
- La Magia Operativa nel Novecento
- Il Neoplatonismo e la Scala dei Mondi
- Tradizionalismo e Esoterismo nel Fascismo Italiano
Cross-references: Alchimia | Astrologia e Tarocchi | Cabala Ebraica | Cabala e Numerologia | Corrispondenze | Ermetismo | Geometria Sacra | Iniziazione e Percorso Interiore | Julius Evola | La Triade | Magia e Occultismo | Massoneria Speculativa | Massoneria | Misteri Eleusini e Pitagorismo | Neoplatonismo | Numero Sacro
Note e Approfondimenti
Reghini rimane una figura di straordinaria importanza per chiunque voglia comprendere la ricerca esoterica europea del Novecento. La sua rigorosità matematica, unita alla profondità iniziatica, costituisce un modello raro di sintesi tra razionalità e misticismo. Il fatto che sia rimasto relativamente poco noto al grande pubblico (a differenza di Evola, più mediatico e polemico) testimonia l’austerità e l’elitarismo consapevole del suo insegnamento: Reghini non voleva “convertire” le masse, ma fornire a pochi eletti gli strumenti per una trasformazione reale.
Curato: Aprile 2026. Status: Completo.