Libro
Anderson James - Le Costituzioni Massoniche
James Anderson — Le Costituzioni Massoniche
The Constitutions of the Free-Masons (Londra, 1723)
Scheda bibliografica
| Campo | Dato |
|---|---|
| Autore | James Anderson (c. 1679–1739), pastore presbiteriano scozzese |
| Titolo originale | The Constitutions of the Free-Masons |
| Prima edizione | Londra, William Hunter, 17 gennaio 1723 |
| Seconda edizione | Londra, Caesar Ward & Richard Chandler, 1738 (col nuovo titolo The New Book of Constitutions) |
| Committente | Gran Loggia d’Inghilterra (Premier Grand Lodge, fondata il 24 giugno 1717) |
| Mandato | Settembre 1721, per volere del Duca di Montagu, Gran Maestro |
| Collaboratore/revisore | Jean Théophile Désaguliers (1683–1744) |
| Fonti manoscritte | Old Charges: Regius Poem (c. 1390), Cooke Manuscript (c. 1410), Schaw Statutes (1598-99), e circa un centinaio di altri manoscritti |
| Genere | Testo costituzionale/normativo + storia leggendaria (mito di fondazione) |
| Struttura | History of Masonry + sei Charges of a Free-Mason + regolamenti generali |
| Lingua | Inglese |
| Rilevanza | Documento fondante della Massoneria speculativa moderna |
Anderson, James. The Constitutions of the Free-Masons. Londra: William Hunter, 1723. Edizione in facsimile: Quatuor Coronati Lodge / Q.C. Correspondence Circle, 1976, con introduzione di Lionel Vibert.
Contesto
Le Costituzioni vanno lette dentro la cornice precisa della nascita della Gran Loggia d’Inghilterra. Il 24 giugno 1717, festa di San Giovanni Battista, quattro logge londinesi — “Goose and Gridiron”, “Crown”, “Apple-Tree” e “Rummer and Grapes” — si federano nella Gran Loggia, eleggendo come primo Gran Maestro Anthony Sayer. Nel 1719 diventa Gran Maestro Jean Théophile Désaguliers, pastore anglicano di origine ugonotta e scienziato newtoniano (fellow della Royal Society, divulgatore della fisica di Newton); nel 1721 il Duca di Montagu — primo Gran Maestro aristocratico — assume la carica, segnando l’ingresso della Massoneria nell’élite politico-culturale britannica.
È in questo clima che, nel settembre 1721, il Duca di Montagu affida a James Anderson l’incarico di rivedere e riorganizzare i materiali manoscritti delle logge operative medievali — i cosiddetti Old Charges — in un testo coerente per la nuova istituzione speculativa. Anderson nasce ad Aberdeen attorno al 1679 in una famiglia presbiteriana scozzese; il padre, Patrick Anderson, era egli stesso massone della loggia di Aberdeen, una delle radici operative scozzesi della Massoneria moderna. Anderson studia teologia all’Università di Aberdeen, viene ordinato pastore nel 1707 e si stabilisce a Londra, dove dirige dal 1710 circa una congregazione presbiteriana scozzese a Swallow Street, Piccadilly.
Anderson lavora al testo tra il 1721 e il 1722; il manoscritto viene sottoposto a un comitato di quattordici “uomini eruditi” per la revisione, approvato dalla Gran Loggia nel gennaio 1723 e pubblicato il 17 gennaio dello stesso anno. Non fu un lavoro solitario: la scholarship concorda nel ritenere che Désaguliers — terzo Gran Maestro, mediatore fra la cultura scientifica newtoniana e la nuova sociabilità massonica — abbia orientato in profondità l’impianto filosofico-deistico del documento, al punto che alcuni storici lo considerano il vero “architetto” intellettuale della Massoneria speculativa, con Anderson nel ruolo di redattore e sistematore del materiale storico.
Il contesto culturale è quello dell’Inghilterra post-newtoniana (Newton muore nel 1727, ma il suo programma scientifico domina la cultura britannica), del deismo dell’élite colta (Toland, Tindal, Collins) e di una nazione che, dopo un secolo di guerre di religione e la Glorious Revolution del 1688, cerca forme di sociabilità capaci di superare le fratture confessionali fra anglicani, presbiteriani, non conformisti e cattolici. Le Costituzioni rispondono a un bisogno preciso: dare alla nuova Gran Loggia un testo fondativo che la legittimi agli occhi del pubblico britannico come società rispettabile, leale alla Corona, moralmente seria e teologicamente moderata — non un covo di cospiratori né una setta eterodossa.
Tesi
Il documento sostiene, nel suo impianto complessivo, alcune tesi centrali che ne fanno un testo-cardine della Massoneria moderna.
La continuità mitica fra mestiere e filosofia. La History of Masonry che apre il testo costruisce una genealogia che risale ad Adamo (primo geometra, istruito da Dio), passa per Noè, Nimrod, Abramo, Mosè, Salomone (che erige il Primo Tempio con l’aiuto del Grande Maestro Muratore Hiram Abiff), i Greci (Pitagora), i Romani (Vitruvio), i costruttori gotici medievali, fino alla fondazione della Gran Loggia nel 1717. La tesi implicita è che la Massoneria speculativa del Settecento non sia un’invenzione recente, ma l’erede legittima di una tradizione ininterrotta di sapienza geometrico-architettonica risalente alle origini del mondo.
La religione naturale come fondamento etico comune. Il primo dei sei Charges (Charge I, “Concerning God and Religion”) stabilisce che il massone è tenuto a “quella religione in cui tutti gli uomini concordano”, lasciando a ciascuno le proprie opinioni particolari, purché sia “uomo buono e sincero, di onore e probità”. È la tesi della religio naturalis come minimo comune etico capace di unire uomini di confessioni diverse in una fratellanza superiore alle divisioni dottrinali.
La lealtà civile come contropartita della tolleranza. Il Charge II impone l’obbedienza alle leggi civili e l’estraneità a ogni cospirazione politica: la Massoneria si autodefinisce pubblicamente innocua, apolitica, integrata nell’ordine costituito — una tesi funzionale a dissipare i sospetti (giacobiti, anticattolici, anti-settari) che una società semi-segreta poteva suscitare.
La gerarchia del mestiere come struttura etica. I Charges III-V trasferiscono alla nuova Massoneria speculativa l’intera architettura normativa delle corporazioni operative medievali — la gerarchia Apprendista/Compagno/Maestro, l’obbligo di onestà nel lavoro, il rispetto per la direzione della loggia — trasformando regole di mestiere in un codice etico universale.
Il segreto come dispositivo organizzativo, non come contenuto del testo. Le Costituzioni sono, paradossalmente, un documento pubblico, stampato e venduto liberamente: il segreto massonico (parole di passo, segni di riconoscimento, rituali) resta orale e riservato alla trasmissione in loggia. Il testo regola l’organizzazione; l’iniziazione resta altrove. Questo dualismo — trasparenza normativa, opacità rituale — è il modello che la Massoneria conserva ancora oggi.
Lettura comparata
Il testo di Anderson va confrontato anzitutto con le sue stesse fonti: i manoscritti degli Old Charges. Il Regius Poem (o Halliwell Manuscript, c. 1390, British Library Royal MS 17 A I), il documento massonico più antico conosciuto, narra già una storia leggendaria che parte da Euclide in Egitto e arriva all’Inghilterra di re Atelstano, seguita da quindici “punti” e quindici “articoli” comportamentali — un nucleo che Anderson amplia e razionalizza. Il Cooke Manuscript (c. 1410, British Library Add. MS 23198) offre la prima versione in prosa di questa storia e costituisce la base testuale della maggior parte dei manoscritti successivi, classificati da Knoop e Jones in “famiglie” testuali. Gli Schaw Statutes scozzesi (1598-99) mostrano invece il punto di passaggio storico reale, sul terreno, fra logge operative e pratiche proto-speculative — un processo che David Stevenson colloca un secolo prima della sintesi andersoniana.
Rispetto a questa tradizione, Anderson opera una selezione: lascia cadere i dettagli tecnico-corporativi (norme di apprendistato edilizio, regolamenti di cantiere) e amplifica gli elementi filosofico-morali compatibili con il deismo newtoniano dell’entourage di Désaguliers. Il risultato è un testo ibrido, insieme mito di fondazione tradizionale e manifesto della modernità religiosa britannica.
Un secondo termine di confronto utile è con Albert Pike - Morals and Dogma, il grande trattato del Rito Scozzese Antico e Accettato pubblicato oltre un secolo dopo (1871): dove Anderson offre un testo normativo scarno, quasi giuridico, sobrio nel linguaggio simbolico, Pike sviluppa un’esegesi filosofico-esoterica sterminata, satura di riferimenti alla Cabala, all’ermetismo e alle religioni comparate. Il confronto mostra la traiettoria della Massoneria fra Sette e Ottocento: dal minimalismo deistico e latitudinario delle origini alla proliferazione simbolico-speculativa dei gradi superiori.
Va inoltre confrontata la funzione della genealogia mitica andersoniana con analoghi dispositivi di altre tradizioni: la connessione fra Massoneria e sapienza universale primordiale è dello stesso genere letterario delle genealogie che il Sefer Yetzirah attribuisce alla rivelazione di Abramo nella tradizione cabalistica, o che la letteratura ermetica (Ermetismo) attribuisce a Ermete Trismegisto come depositario della sapienza egizia. In tutti questi casi il meccanismo retorico è identico: legittimare una pratica presente collegandola, per via narrativa, a un’origine remota e sacra. Anche i Misteri antichi ricorrono a schemi di trasmissione di una sapienza arcaica reinterpretata in chiave iniziatica, così come i miti di fondazione studiati comparativamente da Mircea Eliade nella sua fenomenologia delle religioni: la ripetizione rituale di un tempo delle origini (illud tempus) come fonte di legittimità sacrale.
Sul piano lessicale e simbolico, un confronto istruttivo è con la voce Simbologia Massonica, che sistematizza gli emblemi (squadra, compasso, livella, filo a piombo) impiegati già nei Charges andersoniani come metafore etiche, e con l’Alfabeto massonico, altro dispositivo di trasmissione riservata della tradizione — a riprova che, accanto al testo pubblico delle Costituzioni, la Massoneria sviluppa fin dalle origini canali paralleli di comunicazione interna.
Ricezione
La ricezione delle Costituzioni comincia con Anderson stesso: la seconda edizione del 1738 (The New Book of Constitutions) amplia notevolmente la storia leggendaria, aggiunge l’elenco delle Gran Logge estere e i “Modi Antichi” del rituale di consacrazione, e introduce una formulazione religiosa leggermente più restrittiva rispetto al 1723, con maggiore enfasi su un deismo di matrice “noachidica” (le “leggi di Noè” della tradizione giudaica dei Sette Precetti Noachici).
Segue la terza edizione di Entick (1756) e, soprattutto, la frattura fra la Gran Loggia “dei Moderni” (erede diretta di Anderson) e la Gran Loggia “degli Antichi”, fondata nel 1751 e formalizzata nell’Ahiman Rezon di Laurence Dermott (1756): gli Antichi accusano le revisioni andersoniane del 1738 di “modernismo” e si proclamano custodi della tradizione autentica. Le due Gran Logge rivali si ricompongono solo nel 1813 nella United Grand Lodge of England, che promulga un nuovo testo costituzionale — tuttora la base di riferimento per la Massoneria regolare mondiale.
In Italia, il Grande Oriente d’Italia eredita, attraverso la mediazione del Grande Oriente di Francia ottocentesco, lo spirito andersoniano nei propri Regolamenti e Costituzioni dell’Ordine, adattandolo al contesto della laicità repubblicana e mantenendo il “Grande Architetto dell’Universo” come simbolo regolatore, non come dogma confessionale — coerentemente con la logica latitudinaria del Charge I originario.
Sul piano storiografico, la ricezione accademica novecentesca ha aperto tre grandi dossier critici. Il primo riguarda l’origine operativo-speculativa: se le Costituzioni presentano la Massoneria speculativa come continuazione naturale delle corporazioni medievali, David Stevenson ha mostrato che la vera transizione si compie in Scozia fra il 1598 (Schaw Statutes) e il 1700, ben prima della fondazione londinese del 1717; Andrew Prescott ha ulteriormente indagato, sul piano documentario, i meccanismi editoriali e commerciali della pubblicazione stessa del testo del 1723. Il secondo riguarda la natura della religione andersoniana: la formula “religione in cui tutti gli uomini concordano” è stata letta come deismo radicale, come religione naturale lockeana, come latitudinarismo anglicano, come noachidismo giudaico — Margaret Jacob ha collegato il testo al radicalismo deistico e newtoniano dell’Inghilterra whig, mentre altri storici ne hanno rimarcato la persistente cornice cristiana. Il terzo riguarda il rapporto con l’esoterismo: le Costituzioni sono un testo sobrio, quasi privo di riferimenti esoterici espliciti, eppure la Massoneria del secondo Settecento si riempie rapidamente di elementi cabalistici, alchemici ed ermetici con la nascita dei gradi superiori (1730-1760) — Frances Yates, Margaret Jacob e Henrik Bogdan hanno discusso se questa componente fosse già presente nella prassi del 1723 e semplicemente tenuta fuori dal testo pubblico, o se sia un innesto successivo.
Rilevanza
Le Costituzioni del 1723 sono, prima ancora che un testo dottrinale, l’atto costituzionale della Massoneria moderna: il documento che trasforma un insieme di consuetudini di loggia — orali, locali, frammentarie — in un ordinamento scritto, generale e riproducibile. Riprendendo e sistematizzando i Old Charges medievali, Anderson compie un’operazione di codificazione che ha lo stesso significato, sul piano istituzionale, di una carta fondativa: stabilisce chi può essere ammesso, quali doveri vincolano i membri, come si articola la gerarchia dei gradi, come si regola il rapporto con l’autorità civile. È precisamente questo carattere normativo — non la componente narrativo-leggendaria, pure fondamentale sul piano simbolico — a spiegare perché ogni Gran Loggia regolare del mondo, ancora oggi, faccia risalire la propria legittimità a una linea di discendenza che passa per il testo del 1723-1738.
Il passaggio dalla Massoneria operativa (le corporazioni di costruttori medievali, legate a un mestiere concreto) alla Massoneria speculativa (una fratellanza filosofico-iniziatica aperta a “Accepted Masons” estranei al mestiere) trova nelle Costituzioni la propria sanzione ufficiale e pubblica. Il testo non descrive semplicemente questo passaggio: lo compie, trasferendo il vocabolario, i simboli e la gerarchia del mestiere edilizio (squadra, compasso, livella, Apprendista-Compagno-Maestro) a un progetto etico-spirituale universale. Da questo momento la Massoneria smette di essere un’organizzazione professionale con margini speculativi e diventa un ordine iniziatico che conserva il mestiere solo come linguaggio simbolico.
Il primo dei sei Charges — quello “Concerning God and Religion” — è forse il paragrafo più importante dell’intera storia costituzionale massonica: proclamando che il massone deve professare soltanto “quella religione in cui tutti gli uomini concordano”, in un’Europa uscita da appena settantacinque anni dalla Guerra dei Trent’anni e ancora percorsa da tensioni fra anglicani, presbiteriani, cattolici e non conformisti, Anderson formula il principio della libertà di coscienza e della tolleranza interconfessionale come condizione istituzionale d’ammissione alla loggia — non come opinione tollerata, ma come regola scritta. La Gran Loggia d’Inghilterra del 1717 diventa così una delle prime istituzioni europee in cui protestanti, cattolici (nonostante la condanna papale del 1738) e, dagli anni Venti del Settecento, anche ebrei si incontrano come “fratelli” al di là delle appartenenze confessionali: un contributo concreto, e storicamente documentabile, alla cultura politica della tolleranza civile moderna.
Infine, la genealogia mitica costruita da Anderson — da Adamo a Salomone, da Pitagora ai costruttori gotici, fino alla Gran Loggia di Londra — non va letta come falsificazione storiografica in senso moderno, bensì come mito di fondazione nel senso tecnico del termine: un dispositivo narrativo che conferisce profondità temporale, dignità cosmica e continuità simbolica a un’istituzione di fatto recente. Questa “storia leggendaria”, pur priva di fondamento storico-critico, è essa stessa un fatto storico di primaria importanza per la Massoneria: è la lente attraverso cui l’istituzione ha raccontato se stessa per tre secoli, il serbatoio simbolico da cui derivano gran parte dei riferimenti rituali (Hiram Abiff, il Tempio di Salomone, la geometria sacra) ancora oggi centrali nell’iniziazione massonica, incluso il grado di Maestro.
Letture correlate
- Albert Pike - Morals and Dogma — la filosofia massonica del Rito Scozzese Antico e Accettato, sviluppo speculativo ottocentesco dei principi andersoniani
- Albert G. Mackey — lessicografo e storico della Massoneria americana, fonte standard per la simbologia e la storiografia del grado
- Simbologia Massonica — i simboli operativi (squadra, compasso, livella) trasferiti dal mestiere alla morale nei Charges
- Alfabeto massonico — i sistemi di comunicazione interna della tradizione massonica, complementari al testo pubblico delle Costituzioni
- Massoneria Speculativa — la scuola/corrente storica di cui le Costituzioni sono l’atto fondativo
- Massoneria — macro-tema di riferimento generale
- Almanacco del libero muratore 1881 Logge La Ragione e La Cisalpina — la Massoneria italiana ottocentesca che si richiama alla stessa tradizione costituzionale
- Antoine Faivre — storico dell’esoterismo, riferimento metodologico per la lettura della “storia leggendaria” come genere simbolico
- Mircea Eliade — fenomenologia del mito di fondazione e del tempo sacro (illud tempus), utile a leggere la History of Masonry andersoniana
- Ermetismo — la tradizione ermetico-egizia che alimenta, insieme alla Cabala, la genealogia mitica della Massoneria speculativa
- Sefer Yetzirah — analogo dispositivo di genealogia mitica sapienziale nella tradizione cabalistica
- Misteri Eleusini e Pitagorismo — tradizione misterica antica richiamata nella storia leggendaria andersoniana (Pitagora, geometria sacra)
- Misteri Antichi e Mitologia — cornice comparativa dei miti di fondazione e delle genealogie sapienziali
- Iniziazione e Percorso Interiore — il percorso Apprendista-Compagno-Maestro codificato nei Charges come struttura iniziatica
Hub
- La Massoneria nella Storia — la genealogia storica reale (operativo → speculativo) di cui le Costituzioni sono lo snodo documentario centrale
- Le Due Anime della Massoneria — la tensione fra razionalismo etico-civile (Charges) e simbolismo esoterico (storia leggendaria) già presente nel testo del 1723
- La Tolleranza e la Libertà — il Charge I come atto fondativo della libertà di coscienza in ambito massonico
- Il Tempio — Salomone e Hiram Abiff nella storia leggendaria andersoniana, archetipo del Tempio come luogo simbolico del lavoro massonico
Fonti
- David Stevenson, The Origins of Freemasonry: Scotland’s Century, 1590–1710, Cambridge University Press, 1988.
- David Stevenson, The First Freemasons: Scotland’s Early Lodges and Their Members, Aberdeen University Press, 1988.
- Margaret C. Jacob, Living the Enlightenment: Freemasonry and Politics in Eighteenth-Century Europe, Oxford University Press, 1991.
- Margaret C. Jacob, The Radical Enlightenment: Pantheists, Freemasons, and Republicans, Allen & Unwin, 1981.
- Douglas Knoop e G. P. Jones, The Genesis of Freemasonry, Manchester University Press, 1947.
- Douglas Knoop, G. P. Jones e Douglas Hamer, The Two Earliest Masonic MSS, Manchester University Press, 1938.
- Ric Berman, The Foundations of Modern Freemasonry: The Grand Architects, Political Change and the Scientific Enlightenment, 1714–1740, Sussex Academic Press, 2012.
- Andrew Prescott, The Publishers of the 1723 Book of Constitutions, Ars Quatuor Coronatorum, vol. 121, 2008.
- Henrik Bogdan e Jan A. M. Snoek (a cura di), Handbook of Freemasonry, Brill, 2014.
- Jan A. M. Snoek e Henrik Bogdan (a cura di), Researching British Freemasonry, 1717–2017, Routledge, 2018.
- Harry Carr, The Freemason at Work, Lewis Masonic, 1976.
- Wouter J. Hanegraaff (a cura di), Dictionary of Gnosis and Western Esotericism, Brill, 2006 (voce “Freemasonry”, Henrik Bogdan).
- Aldo A. Mola, Storia della Massoneria italiana, Bompiani, 1992.
- Fulvio Conti, Storia della Massoneria italiana, Il Mulino, 2003.
Edizioni di riferimento: - Anderson, James. The Constitutions of the Free-Masons. Londra: William Hunter, 1723. Edizione princeps. - Anderson, James. The New Book of Constitutions of the Antient and Honourable Fraternity of Free and Accepted Masons. Londra: Caesar Ward & Richard Chandler, 1738. Seconda edizione, ampliata. - Anderson, James. The Constitutions of the Freemasons (1723): A Facsimile Reprint. Quatuor Coronati Lodge / Q.C. Correspondence Circle, 1976, con introduzione di Lionel Vibert.
Citazioni significative
“Un Massone è obbligato, per il suo impegno, a obbedire alla legge morale; e se comprende correttamente l’Arte, non sarà mai uno stolto ateo né un libertino irreligioso. Ma sebbene in tempi antichi i Massoni fossero obbligati in ogni paese ad essere della religione di quel paese o nazione, qualunque essa fosse, tuttavia ora si ritiene più conveniente obbligarli solamente a quella religione in cui tutti gli uomini concordano, lasciando a ciascuno le sue proprie opinioni.” — Anderson, Costituzioni (1723), Charge I (trad. adattata)
“Un Massone è un uomo pacifico, suddito fedele all’autorità civile, non mai coinvolto nei complotti e nelle cospirazioni contro la pace e il benessere della nazione.” — Anderson, ibid., Charge II (trad. adattata)
Le controversie storiografiche aperte
La questione dell’origine operativo-speculativa. Le Costituzioni presentano la Massoneria speculativa come continuazione naturale delle corporazioni medievali di muratori. David Stevenson ha argomentato che la vera transizione operativo-speculativa è scozzese e si compie fra 1598 (Schaw Statutes) e 1700, ben prima del 1717 inglese. Andrew Prescott e Henrik Bogdan hanno articolato versioni più sfumate, insistendo sul ruolo della cultura editoriale e commerciale londinese nella redazione stessa del testo del 1723.
La questione della religione di Anderson. La formulazione “religione in cui tutti gli uomini concordano” del 1723 è stata letta come deismo, come religione naturale lockeana, come christianismus latitudinarius anglicano, come noachidismo giudaico. Margaret Jacob ha mostrato i nessi con il radicalismo deistico inglese; altri storici hanno enfatizzato gli elementi cristiani sopravvissuti nel testo.
La questione del rapporto con l’esoterismo. Le Costituzioni di Anderson sono notoriamente “razionaliste” e contengono pochissimo materiale esoterico esplicito. Eppure la Massoneria del XVIII secolo si riempie rapidamente di elementi cabalistici, alchemici, ermetici (con la nascita dei “gradi superiori” già nel 1730–1760). Frances Yates, Margaret Jacob e Henrik Bogdan hanno discusso se l’esoterismo fosse già nella prassi del 1723 (e Anderson l’avesse lasciato fuori dal testo pubblico) o se sia entrato successivamente.
📝 Note personali — edizioni consigliate e percorso di lettura
Percorso di lettura: 1. Leggere le Costituzioni in facsimile o edizione moderna (Vibert 1976). 2. Per la storia della Gran Loggia italiana: Almanacco del libero muratore 1881 Logge La Ragione e La Cisalpina. 3. Per il rituale e la filosofia del Rito Scozzese: Albert Pike - Morals and Dogma. 4. Per il contesto storico e le controversie storiografiche: Stevenson, Jacob, Prescott, Berman.
Cross-references: Iniziazione e Percorso Interiore | Massoneria Speculativa | Massoneria | Misteri Antichi e Mitologia | Misteri Eleusini e Pitagorismo